a cura di Cristiano Morabito

In nome della legge

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- Cassazione civile -

Separazione personale dei coniugi - Assegno di mantenimento
In tema di separazione personale dei coniugi, l’art. 156, sesto comma, cc, nell’attribuire al giudice, in caso d’inadempimento dell’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, il potere di ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto, postula una valutazione di opportunità che implica esclusivamente un apprezzamento in ordine all’idoneità del comportamento dell’obbligato a suscitare dubbi circa l’esattezza e la regolarità del futuro adempimento e, quindi, a frustrare le finalità proprie dell’assegno di mantenimento. La relativa valutazione resta affidata in via esclusiva al giudice di merito e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
(Sez. I – 19 maggio 2011 n. 11062)

Condominio - Parti comuni dell’edificio - Presunzione di comunione
Al fine di stabilire se sussista un titolo contrario alla presunzione di comunione di cui all’art. 1117 cc, occorre fare riferimento all’atto costitutivo del condominio e, quindi, al primo atto di trasferimento di un’unità immobiliare dell’originario proprietario ad altro soggetto. Pertanto, se in occasione della prima vendita la proprietà di un bene potenzialmente rientrante nell’ambito dei beni comuni (nella specie, portico e cortile) risulti riservata ad uno solo dei contraenti, deve escludersi che tale bene possa farsi rientrare nel novero di quelli comuni.
(Sez. II – 27 maggio 2011 n. 11812)

Contratto - Annullabilità per incapacità di intendere e di volere - Criterio di sufficienza
Ai fini della sussistenza dell’incapacità di intendere e di volere, costituente – ai sensi dell’art. 428 cc – causa di annullamento del negozio (nella specie, un contratto preliminare di vendita d’immobile), non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente la loro menomazione, tale comunque da impedire la formazione di una volontà cosciente, secondo un giudizio che è riservato al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivato.
(Sez. II – 8 giugno 2011 n. 12532)

- Cassazione penale -

Misure cautelari personali - Riesame - Mancato invio degli elementi sopravvenuti favorevoli all’indagato
Rientra nelle attribuzioni

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01/07/2012