Valentina Pistillo

Marco Valerio, contro le barriere invisibili

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Marco Valerio, contro le barriere invisibili

 Andrea, 15 anni, ipovedente ed epilettico, soffre dalla nascita di una forma di paralisi cerebrale che colpisce gli arti inferiori e superiori, con difficoltà nell’orientamento e nel linguaggio. In Italia l’avevano dato per spacciato. Dopo lunghe e costose terapie in Polonia e in Spagna cammina col bastone, dipinge, canta ed è cintura marrone di judo. Sua madre Mariarita è una poliziotta che vive da sola coi suoi tre figli. Appena si toglie la divisa, lo segue costantemente e lo porta anche in palestra dove lei stessa insegna arti marziali a tanti ragazzi come Andrea, disabili gravi. Ginevra, invece, 10 anni, ha l’artrite reumatoide, una malattia cronica e autoimmune che la costringe a stare in carrozzella e le ha fatto perdere l’uso di un occhio. Durante le feste natalizie ha fatto l’ennesima infiltrazione di cortisone alle gambe per alleviare il dolore. Entra ed esce dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Valerio, 7 anni è un autistico grave. Non parla, non dorme la notte e il suo papà, poliziotto, è costretto a estenuanti tour de force tra i turni interminabili al Servizio scorte e quelli a casa: si alterna con la moglie che si è dovuta licenziare. Ci viene incontro un’altra famiglia con un bel bambino moro: anche lui si chiama Andrea, ha 12 anni ed è autistico grave. I genitori devono quotidianamente e costantemente assisterlo anche per la semplice deambulazione. «Quando stava per compiere un anno – racconta il papà anche lui poliziotto – mia moglie e io ci siamo accorti che chiamandolo non rispondeva e non interagiva».
Andrea, Ginevra, Valerio, Andrea e tanti altri bambini affetti da gravi patologie, croniche e degenerative, hanno partecipato, con le loro famiglie, alla festa prenatalizia organizzata per il piano benefico “Marco Valerio”, dal Fondo assistenza per il personale della Polizia di Stato, al circolo sportivo della Polizia di Stato di via Tor di Quinto, a Roma. Alla raccolta dei soldi necessari a mantenere in vita questo progetto così importante contribuisce anche Poliziamoderna che devolve al Fondo tutto il ricavato degli abbonamenti. Così, più di 100 famiglie dei dipendenti in servizio in tutta Italia hanno potuto ricevere (mentre qualcuno è ancora in attesa poiché ha fatto da poco domanda) un contributo per sostenere una parte delle spese per curare e assistere i piccoli malati.
Alcuni genitori si raccontano, si sfogano e denunciano. Storie di vita, di malasanità, di rinunce e sacrifici continui. Attraverso le loro parole capiamo che tutta la loro dedizione è ripagata dallo sguardo dei propri figli, dai loro impercettibili gesti e dai piccoli progressi quotidiani. Giuseppe, poliziotto di origini calabresi, si è commosso quando ci ha raccontato un episodio della scorsa estate: per la prima volta ha visto scorrere le lacrime sul volto del figlio, anche lui autistico grave, quando ha salutato i nonni al ritorno dalle vacanze.
A intrattenere gli ospiti della manifestazione c’erano i cani poliziotto antiesplosivo Noah, un labrador biondo di 7 anni, con la sua conduttrice Francesca, dei Cinofili di Bari, e Gengis Khan, detto “er Nutella”, un labrador marrone di 9 anni, condotto da Giulia, della Squadra cinofili della questura di Roma, che si sono esibiti in una simpatica dimostrazione alla ricerca di droghe ed esplosivi nascosti dagli operatori. I cavalieri del Reparto a cavallo di Roma hanno permesso ai piccoli ospiti e ai loro genitori di scattare alcune foto ricordo in sella ai loro destrieri. Nel tardo pomeriggio il siparietto dei maghi Iaio e Okkio, alias Flavio e Pino, ha fatto sorridere tutti. Al termine, ai partecipanti sono stati consegnati alcuni gadget di Poliziamoderna.

01/01/2016