Alessandro Pansa*

Uniti per le nuove sfide

Uniti per le nuove sfide

Care donne e uomini della Polizia di Stato, ci avviamo a chiudere un anno che, pur nella consapevolezza delle prove e dei rischi che ci attendono in un quadro internazionale così incerto e drammatico, possiamo con legittimo orgoglio definire più che positivo.
Anche grazie all’impegno del governo, è finalmente una realtà la legge delega che riordina le nostre carriere. Si tratta di un obiettivo che non è esagerato definire storico, e non solo perché le norme in essa contenute serviranno a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti. La riforma ci indirizza sulla via di una sempre maggiore specializzazione ed efficienza, e anche attraverso la razionalizzazione dei presidi e delle funzioni avremo una Polizia di Stato capace di utilizzare al meglio le sue risorse e insieme di soddisfare in modo ancora più puntuale le nuove domande di sicurezza poste dai cambiamenti in atto nella società italiana.
Ma il 2015 è stato un anno positivo anche per i risultati operativi. Anzitutto, la riuscita dell’Expo, che è stato un esempio fornito dal nostro Paese al mondo intero, non solo per il numero di visitatori e l’eccellente organizzazione, ma anche per la gestione della sicurezza, sulla quale tanti (e fondati) timori si nutrivano alla vigilia. E invece la manifestazione si è svolta senza il minimo incidente, grazie a una vigilanza tanto attenta e capillare quanto poco invasiva, e a un clima di forte collaborazione tra tutte le forze dell’ordine e le stesse forze armate. Con lo stesso spirito, e facendo tesoro di quell’esperienza, stiamo ora affrontando un’altra grande prova, il Giubileo straordinario, che dopo i tragici fatti di Parigi ci richiede uno sforzo supplementare di attenzione e di sacrificio.
Dobbiamo inoltre essere fieri per il modo in cui abbiamo saputo affrontare la grande ondata di migranti che soprattutto via mare hanno raggiunto il nostro Paese, improntando la nostra azione anzitutto all’umanità nei confronti di tanti esseri umani sofferenti e sfortunati.
Anche il numero di reati – nonostante la diversa impressione che potrebbe ricavarsi da rappresentazioni troppo inclini alla drammatizzazione e all’alllarmismo – è in calo. Chiudiamo il 2015 con il segno meno dinanzi a quasi tutte le tipologie di reato, a partire dagli omicidi fino ad arrivare ai furti e alle rapine; comprese quelle – particolarmente odiose – che si verificano all’interno delle mura domestiche. Altro dato significativo, il deciso aumento nel numero degli arresti di chi si macchia di un crimine odioso come il traffico di esseri umani.
Per tutto ciò voglio ringraziare i poliziotti e le loro famiglie, inviare un pensiero commosso ai nostri caduti e ai nostri feriti, e dirvi che dobbiamo sentirci sempre più fieri di indossare la nostra divisa. A tutti voi, e ai vostri cari, i miei auguri per un sereno Natale e un felice 2016. 

*Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza

01/12/2015