Emanuela Napoli*

La Rete lo sa

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Che sia da computer o da dispositivi mobili, la nostra vita è sempre più "connessa", spesso a discapito della privacy. I consigli della Postale per tutelarci

La Rete lo sa

La costante evoluzione tecnologica, che nell’ultimo decennio ha registrato un aumento esponenziale, ha consentito a Internet e a tutti i suoi contenuti di diventare parte integrante della vita quotidiana della maggior parte delle persone. Ognuno di noi riesce ad accedere in tempo reale e ad avere a portata di mano contenuti, informazioni, social network, effettuare acquisti o gestire le tradizionali attività della vita quotidiana direttamente on line dai propri dispositivi mobili.
Sicuramente la nostra quotidianità ha subito un miglioramento sostanziale, ma la progressiva diffusione della Rete porta l’attenzione di ogni utente su nuovi pericoli e problematiche come quella della gestione della privacy e della sicurezza on line.
Quante volte ci è capitato di cercare informazioni o offerte su un prodotto di nostro interesse utilizzando un qualunque browser e poi scoprire nei giorni successivi che qualunque pagina da noi visitata presenta offerte o informazioni su quel determinato prodotto?
Questo vuol dire che ogni volta che effettuiamo un acquisto on line, ci iscriviamo ad un concorso, scarichiamo software gratuiti o semplicemente creiamo un account, le aziende, le organizzazioni o comunque la Rete in genere, raccolgono i nostri dati e li utilizzano per ricordare le preferenze di navigazione di ognuno o per inviarci contenuti personalizzati o offerte con l’idea di rendere la navigazione di ogni utente più indirizzata e veloce possibile.
In questo caso la tecnologia stessa corre in nostro aiuto: possiamo istallare un buon antivirus, che deve essere aggiornato frequentemente affinché protegga i nostri dati personali dalle nuove insidie della rete e non può mancare un antispyware per difenderci dalle minacce alla privacy e alla sicurezza on line; ma tutto questo è sufficiente per essere al sicuro?
Le persone che riscontrano problemi di sicurezza su Internet hanno spesso una propria responsabilità: nella maggior parte dei casi siamo proprio noi utenti a “regalare” i nostri dati personali pubblicandoli con troppa leggerezza sui social network o più semplicemente inviando un curriculum per candidarci per un’offerta di lavoro. Visitare siti poco sicuri, dal contenuto ambiguo o scaricare illegalmente materiale protetto dal diritto d’autore non solo significa commettere un reato ma soprattutto è un’azione che mette in pericolo la nostra sicurezza online senza che tutti i programmi di protezione possano intervenire per proteggere gli strumenti informatici in nostro possesso.
Inoltre per fruire di alcuni servizi online è spesso richiesta una registrazione compilando moduli che richiedono di inserire nome utente e password. In questo caso molti utenti, per evitare di ricordare tante password diverse, hanno la pessima abitudine di utilizzare la stessa password per ogni sito.
Gli amministratori di questi siti entrano quindi in possesso di due dati importantissimi e, se poco onesti, potrebbero sostituirsi all’utente per accedere a tali servizi che possono essere l’iscrizione ad un forum di appassionati di un particolare sport ma purtroppo anche a un servizio di home banking dal quale poi effettuare transazioni illecite.
È consigliabile ovviamente utilizzare password diverse per ogni sito al quale ci registriamo ricordandoci di cambiarla periodicamente e possibilmente sceglierla complessa, in modo che non possa essere facilmente individuata da un programma o da una persona. Meglio quindi predisporre una password di almeno 8 caratteri, contenente almeno una maiuscola, una minuscola, un numero e un carattere speciale.
Negli ultimi mesi sicuramente chi naviga in Rete avrà potuto notare la presenza sulla maggior parte dei siti internet di banner che richiedono il consenso all’utilizzo dei cookie da parte del sito stesso.
Questo perché dal 2 giugno 2015 sono entrate in vigore le nuove regole per i cookie secondo le quali sussiste l’obbligo per i gestori dei siti di informare i navigatori e ottenere il loro consenso preventivo alla memorizzazione ed elaborazione di dati per finalità di profilazione e marketing.
È un passo importante verso la tutela degli utenti e verso una navigazione più sicura in quanto questi piccoli file, i cookie appunto, venivano utilizzati dai siti per monitorare la navigazione degli utenti e ricostruire le loro abitudini e i loro gusti o interessi riuscendo in tal modo a tenere traccia delle azioni dell’utente e quindi compilarne un profilo.

I giovani e il rapporto con la tecnologia
Qualcosa riguardo l’attenzione alla privacy e alla sicurezza online sta cambiando soprattutto per quanto riguarda le fasce di età più deboli e vulnerabili come i minori i quali oggi iniziano prestissimo a utilizzare Internet attraverso pc e smartphone con i quali scaricano giochi e applicazioni.
Il 12 maggio 2015, su iniziativa del Garante della privacy 28 autorità Garanti di tutto il mondo, tra cui l’Italia, hanno dedicato la giornata a uno “sweep” ovvero una indagine a tappeto su siti web e applicazioni per bambini della fascia di età compresa tra gli 8 e i 12 anni al fine di analizzarne la trasparenza e la raccolta di informazioni riguardanti i minori. Si è trattato di una iniziativa importantissima in quanto ha permesso di attivare azioni di sensibilizzazione e accrescere la consapevolezza riguardo la necessità di tutelare i dati personali di tutti gli utenti e in particolar modo dei minori stessi.
Proprio la cosiddetta generazione dei nativi digitali è tra i maggiori fruitori della grande rete. Per i minori Internet può rappresentare una grande opportunità ma solo se accompagnata da una navigazione sicura, corretta e consapevole.
Sempre più frequentemente i ragazzi dedicano una parte preponderante della loro giornata allo smartphone. E’ facile notare infatti quando camminiamo per strada, aspettiamo l’arrivo della metro o prendiamo un gelato, ragazzini e ragazzine che “smanettano” senza accorgersi di quello che accade nel mondo circostante.
Lo smartphone è diventato il supporto indispensabile per restare agganc

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01/10/2015