Salvatore Lo Nano

Nel regno sommerso

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All'interno del mondo virtuale esistono reti parallele che consentono di navigare nell'anonimato

Nel regno sommerso

L’era moderna è caratterizzata dalla perdita crescente della privacy, dell’anonimato e della sfera personale. Ogni cosa ha comunque i suoi vantaggi e i suoi lati oscuri a seconda del punto di vista da cui la si guarda: tanto più permettiamo che i nostri dispositivi lascino una traccia su Internet, quanto più possiamo abbandonare quell’idea di privacy a cui fino a non troppo tempo fa eravamo abituati. I social network, i dati lasciati sui vari siti, le adesioni a clausole più o meno nascoste, foto, acquisti on line e ogni altra operazione che ci riguarda, “galleggia” sul Web, in molti casi senza la minima consapevolezza da parte dei titolari di ciascuna informazione.
Oltre alla Rete così come la conosciamo, esiste anche un mondo a essa parallelo: si tratta di un Network virtuale che vive nel mondo virtuale, dove è l’anonimato a fare da padrone.
Questa dimensione sommersa, detta Deep Web, è uno spazio non raggiungibile attraverso i tradizionali motori di ricerca, nella quale troviamo siti a cui non si potrebbe accedere se non si utilizzassero i giusti canali.
Le vie che attraversano questo Web nascosto sono delle particolari reti dette Tor, acronimo di The onion router. In origine lo studio di questa particolare tipologia di trasmissione è stata finanziata da un organo governativo, lo stesso, a quanto pare, che ha sovvenzio

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01/03/2015