Cristina Di Lucente

Olfatto atomico

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Specialisti nel risolvere i cold case in quanto a fiuto hanno decisamente una marcia in più, sono i cani addestrati a riconoscere i resti organici

Olfatto atomico

Mai come in questo caso la collaborazione tra un “detective a quattro zampe” e il suo conduttore ha creato un team tanto affiatato, un binomio inscindibile in quella che, non a caso, viene chiamata unità cinofila. La squadra in questione ha un compito particolarmente delicato: fiutare e riconoscere resti organici e tracce ematiche occulte, un impiego che il più delle volte trova applicazione operativa nella ricerca di persone scomparse e ancora più frequentemente, nei casi giudiziari irrisolti che vengono riaperti anche a distanza di tempo, i cosiddetti “cold case”, dove la vittima non è stata ritrovata. Non sono molti i Paesi che dispongono di questo speciale servizio di polizia, ma oggi l’Italia è tra questi, grazie a un progetto di sperimentazione mutuato dalla pluriennale esperienza della polizia svedese e avviato nel 2011 dalla squadra cinofili dell’Ufficio polizia di frontiera presso lo scalo aereo di Varese Malpensa. Il progetto è stato attivato anche in collaborazione con il Dipartimento di sanità pubblica, neuroscienze, medicina sperimentale e forense dell’Università di Pavia che ha fornito il necessario supporto scientifico nello studio della composizione chimica delle componenti volatili della decomposizione umana, analizzando la reazione olfattiva del cane.

Un’attività altamente selettiva
Ma veniamo alle presentazioni. Si chiamano Orso e Dogan e sono i due pastori tedeschi addestrati a svolgere questo servizio, il primo condotto da Paolo Lunardi, sostituto commissario della polizia di stato e ideatore del progetto, il secondo da Orazio Abate, assistente capo, in servizio presso la stessa sezione cinofila. È bene precisare che questo tipo di addestramento è estremamente complesso e la sua efficacia dipende da un insieme di fattori: una specifica preparazione chimica e biologica è il presupposto per l’attività del conduttore che, insieme al cane, effettua queste complesse ricerche. Anche lui svolge un un ruolo molto importante nel lavoro di riconoscimento del residuo organico, deve infatti essere in grado di portare il suo compagno di squadra in un punto molto vicino al luogo dove si presuppone possa trovarsi la vittima. Solo in questa circostanza il cane è in grado di fiutare le molecole della decomposizione organica: quando sarà messo nella condizione di riconoscere e segnalare quella particolare componente odorosa che l’addestratore ha abituato a riconoscere.
L’importanza del conduttore è determinante nell’interpretazione di una serie di segnali esterni, l’attività di intelligence, raccolta dati e di esperienza lo induce infatti a capire dove il cane debba cercare. Per condurre questo tipo di cani sono r

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01/03/2015