a cura di Cristina Di Lucente

Benedette parole

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Benedette parole

Città del Vaticano. Galeotto è stato un forum dedicato alla poesia e aperto sul portale DoppiaVela da Vittorio Masala, ispettore capo della Polizia di Stato, per far convergere nello spazio virtuale dei poliziotti tutte le “anime in divisa” con la passione per la composizione lirica. Come una sorta di agorà, questo forum è diventato un luogo di confronto tra colleghi cultori del genere, non solo quelli come Vittorio, con esperienza di pubblicazione alle spalle, ma anche molti altri che si affacciavano per la prima volta alla scrittura di questo particolare genere così direttamente legato all’espressione della propria sensibilità. I poeti in uniforme si sono rivelati numerosi e provenienti da tutta Italia, così come le loro parole, particolarmente apprezzate dai frequentatori del forum e non solo, tanto da far decollare l’idea della pubblicazione di un volume che le raccogliesse, un progetto editoriale al quale hanno aderito 12 poeti. Il risultato è stato Parole d’anima indivisa, ripetuto nell’anno successivo con un’antologia creata con il contributo di 27 autori e i cui proventi delle vendite sono stati interamente devoluti all’Unicef e ad altre associazioni no profit. La raccolta è stata anche presentata nel 2010 a Lecce, in occasione dei festeggiamenti ufficiali di San Michele Arcangelo, santo patrono della Polizia di Stato, aggiudicandosi l’omonimo premio. Ma le parole di Vittorio, Dorino, Patrizio, Marzia e degli altri poeti in uniforme lo scorso 21 gennaio sono arrivate ancora più lontano, fino a raggiungere le mani del Santo Padre nel corso di un’udienza che si è tenuta in Vaticano. Un momento di grande emozione e commozione per tutti i poliziotti presenti, che con la possibilità di donare il volume a Papa Francesco non avrebbero potuto immaginare una “benedizione” maggiore per il loro lavoro.

Il gigante
Aosta. Si chiama Giuseppe Giovinazzo e da cinque mesi qualche amico lo chiama gigante. Ecco spiego perché. A settembre 2014, dopo 34 anni di servizio nella Polizia di Stato, ha deciso di accettare una delle sfide più ambiziose della sua vita: la partecipazione al Tor des Géants. Questa gara di endurance trail prevede un percorso di 330 chilometri con 24.000 metri di dislivello da percorrere in 150 ore. Chi riesce ad arrivare alla fine nel limite di tempo previsto, attraversando le due impervie Alte vie della Valle d’Aosta, si guadagna per sempre la nomea di gigante. A questa 5^ edizione del Giro, tra gli altri 660 atleti e appassionati della montagna provenienti da 60 diverse nazioni del mondo, c’era anche lui, iscritto alla competizione con le credenziali della Polizia di Stato. Il primo giorno ha iniziato a correre pieno di entusiasmo, col desiderio di non sfigurare e di ripagare l’ufficio della fiducia dimostrata. È stato un viaggio lungo e solitario, intervallato da quelle poche pause che gli hanno permesso di dormire qualche ora e di nutrirsi con pastasciutta e fontina. A metà gara ha pensato che non ce l’avrebbe fatta: è riuscito ad andare avanti solo grazie al supporto della sua famiglia che non ha mai smesso di credere in lui e dei numerosi volontari sempre presenti lungo il percorso. Non potrà mai dimenticare il momento in cui, all’alba del 4° giorno, superato il colle Malatra è iniziata la discesa: li ha capito che l’impresa era a portata di mano. Alle 8 di mattina, indossando il berretto della Polizia di Stato, ha tagliato il traguardo di Courmayeur in 20esima posizione, sconvolto dalla fatica e sopraffatto dall’emozione del vedere la sua famiglia che lo aspettava orgogliosa, a braccia aperte.

Piloti... fatti in casa

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01/02/2015