di Annalisa Bucchieri

L’antidoto alla paura

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Un imam, un rabbino e un sacerdote a confronto sulle possibilità e difficoltà del dialogo interreligioso in Italia

Provate a fare un viaggio in metropolitana a Roma e vedrete l’occhio sbarrato dei viaggiatori quando sale un uomo dai tratti arabi con uno zainetto addosso. Forse l’islamofobia non si è ancora conclamata, ma l’inquietudine serpeggia fomentata dalle dichiarazioni del califfo dell’Isis e dalle persecuzioni dei cristiani in alcuni Stati africani. Così come crescono i rigurgiti di antisemitismo a seguito del conflitto israelo-palestinese. Ma se l’Europa e in primis l’Italia, diventata la sponda dei dolori del Mediterraneo, vorranno affrontare il problema senza tradurlo in una guerra santa dovranno imparare a far leva sulla grande forza spirtuale delle fedi monoteiste troppo spesso “usate” come alibi per coprire interessi politici ed economici.
Aprire al dialogo interreligioso in Occidente significa trovare negli imam, nei rabbini, nei sacerdoti gli alleati per isolare e prevenire i fanatismi e gettare le basi di una convivenza nel rispetto reciproco. Perciò Poliziamoderna ha chiesto una prova di dialogo a rappresentanti importanti del Cattolicesimo, dell’Islam e dell’Ebraismo in ambito romano. Roma, infatti, ospita oltre al Vaticano, la più numerosa comunità ebraica e la più grande moschea d’Europa. È un esempio di convivenza nel rispetto reciproco. Il cammino verso la pace e una società multietcnica che non sia un puzzle incomponibile di contrasti inizia da qui, da una rivoluzione culturale e spirituale, che però richiede tempi lunghi.
Intanto serve una risposta di prevenzione immediata. Risposta che arriva dal Terrorism working party (Twp), l’organismo di specialisti di cui si è dotato il Consiglio dell’Ue e che l’Italia ora guida in questo semestre europeo. Abbiamo chiesto al presidente del Twp, Claudio Galzerano, primo dirigente della Polizia di Stato, di spiegare ai nostri lettori in cosa consiste la strategia dei mille tagli dei terroristi jihadisti, mutuata anche dall’eversione anarco-insurrezionalista in Italia e dai fronti indipendentisti armati nel resto d’Europa. E naturalmente di raccontarci il raccontabile sulle attività che hanno portato a sventare la maggior parte dei 794 attentati organizzati negli ultimi tre anni nei Paesi membri. Proprio i primi di ottobre il Twp si è riunito a Roma, alla Scuola interforze, per un seminario di aggiornamento. Scambiarsi informazioni, tecnologie e casistiche e tenersi sempre pronti è la prima vera prevenzione.

01/10/2014