Mauro Valeri

L’Unione dei diritti

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Dai viaggi agli acquisti, così siamo tutelati nell’UE

L’Unione dei diritti

Si è concluso da qualche mese il 2013, dichiarato anno europeo dei cittadini, una preziosa occasione per evidenziare i diritti, molto spesso non conosciuti, di cui godono 500 milioni di persone, tanti sono infatti i cittadini dell’Unione Europea. L’anno è stato preceduto dalla consultazione pubblica on line ”Dite la vostra! I vostri diritti, il vostro futuro”, in cui i cittadini hanno potuto esprimere la propria opinione sui diritti di cui godono e sulle criticità riscontrate quando si cerca di usufruirne concretamente. Opinioni delle quali si è tenuto conto nell’elaborazione della Relazione sulla cittadinanza dell’Unione del 2013, documento che ha segnato la rotta da seguire e le concrete azioni da porre in essere nel prossimo futuro per aiutare gli europei ad esercitare appieno i propri diritti e a partecipare più attivamente alla vita democratica. Già, partecipare alla vita democratica dell’Unione, perché tra poco saremo chiamati alle urne per eleggere i membri del Parlamento europeo (vedi box pagina seguente). E dal 1° luglio toccherà al nostro Paese presiedere per sei mesi l’Unione Europea. Ed è un impegno importante, poiché non si tratterà solo di presiedere le riunioni e di farsi carico dell’agenda del Consiglio dell’UE, ma saremo chiamati anche a promuovere iniziative politiche e legislative, a negoziare compromessi tra gli Stati membri e ad indicare il programma e le priorità dell’Unione per il secondo semestre dell’anno. Ormai, la realtà nella quale siamo immersi quotidianamente ha assunto una dimensione continentale. Ciò vale soprattutto per i cittadini che ogni giorno viaggiano, soggiornano, lavorano, acquistano, studiano e si fanno curare all’interno dell’UE. Per questo esaminiamo di seguito, senza alcuna pretesa di completezza, alcuni dei principali diritti di cui possiamo beneficiare all’interno dell’UE, indicando anche come tutelarci e a chi rivolgersi nel caso in cui tali diritti non ci fossero riconosciuti. Cominciamo con l’intervista a Lucio Battistotti, direttore dal 1° settembre 2009 della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sull’importanza di essere cittadini europei per proseguire poi con i diritti fondamentali e con l’affrontare le situazioni pratiche che possiamo trovarci a vivere più frequentemente.
Battistotti, pensa che i cittadini europei siano sufficientemente a conoscenza dei loro diritti?
Sono ancora troppo pochi i cittadini europei consapevoli dei diritti di cui godono in virtù della cittadinanza dell’UE: solo il 43% di essi conosce il significato dell’espressione “cittadino dell’Unione Europea” e quasi la metà (48%) ritiene di non essere ben informata sui propri diritti. Inoltre, il numero di cittadini europei che partecipano attivamente alla discussione sul futuro dell’Europa risulta essere ancora troppo basso. Una delle sfide più importanti che ci troviamo ad affrontare riguarda proprio questo aspetto: oggi più che mai l’UE ha bisogno di cittadini che si sentano parte dell’Europa e che considerino il futuro dell’Europa come il proprio.
A volte l’Europa è sentita come un posto lontano e le scelte che vengono operate a Bruxelles sono vissute spesso con diffidenza da parte dei cittadini. Quale è invece, secondo lei, il valore aggiunto acquisito con la cittadinanza europea?
Quando sentiamo parlare di Europa il nostro pensiero corre alle istituzioni di Bruxelles, agli Stati membri, all’euro. Una larga parte dei cittadini percepisce l’Europa come un’entità estranea, che poco ha a che vedere con loro stessi. Niente di più sbagliato. La “cittadinanza europea” non è un concetto astratto, puramente teorico: è una realtà pratica che porta benefici tangibili, conferendo a tutti i cittadini dei 28 Stati membri una serie di diritti aggiuntivi. Fra i diritti fondamentali più conosciuti e apprezzati dai cittadini europei vi è quello di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. I diritti di cui godono i cittadini europei, tuttavia, sono molti di più e sono tutti elencati nella Carta dei diritti fondamentali.
Ad esempio, ricordiamo che i cittadini dell’UE hanno il diritto di votare e candidarsi alle elezioni amministrative ed europee nello Stato membro nel quale risiedono; possono usufruire della tutela consolare da parte dell’autorità di un qualsiasi Stato membro se il loro Stato non è rappresentato all’estero; possono presentare una petizione al Parlamento europeo su un argomento che rientra nel campo d’azione dell’UE.
Comunicare l’Europa e le sue politiche in Italia, una missione difficile. Quali i canali oggi utilizzati?
L’Europa non è solo Bruxelles. I cittadini che desiderano conoscere meglio l’UE, le sue attività e i suoi programmi, le opportunità che questa offre ad esempio ai giovani, alle imprese, alle associazioni, possono ottenere le informazioni necessarie non solo attraverso il Web, ma anche nelle centinaia di centri di informazione disseminati in tutta Europa ed anche in Italia, cioè gli Europe Direct. Parliamo di 50 centri ED di primo contatto in Italia più altre 10 reti più specifiche. Vorrei ricordare inoltre ai cittadini italiani che è a loro disposizione il sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea (http://ec.europa.eu/italia/index_it.htm), dove possono trovare ogni tipo di informazione sull’attività che svolgiamo. Da non dimenticare poi la nostra presenza sui social network, come Facebook e Twitter.
Elezioni europee e semestre di Presidenza italiana, due eventi importanti. Pensa che accresceranno nei cittadini italiani la consapevolezza di essere anche cittadini europei?
Sì. La Presidenza italiana si svolgerà in un momento cruciale perché seguirà le elezioni del nuovo Parlamento, che vedono il coinvolgimento diretto dei cittadini, e la nomina della nuova Commissione. La Presidenza italiana rappresenta dunque una grande opportunità di cooperazione durante un periodo così importante nella storia dell’Unione Europea. L’Europa è in cammino per uscire dalla crisi economica e finanziaria ed è questo il momento di concentrare tutti gli sforzi per promuovere crescita ed occupazione. Di fronte all’opinione diffusa tra i cittadini italiani che le decisioni importanti che riguardano la vita dei popoli d’Europa vengono prese tutte a Bruxelles, la Presidenza offre l’opportunità di dimostrare che l’Italia è un membro rispettato dell’Unione, in grado di far sentire la propria voce in Europa. Inoltre, la Presidenza offre l’occasione di far avvicinare l’UE ai cittadini italiani, fornendo loro maggiori informazioni sulle politiche dell’Unione. L’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro, pubblicato lo scorso febbraio, mostra che, quando ai cittadini italiani viene chiesta la loro opinione sulle concrete politiche europee – unione bancaria, cooperazione in campo economico, riforme concernenti l’alto debito pubblico – la risposta di questi è favorevole. La Presidenza italiana dunque ci permetterà di chiarire molti malintesi riguardanti l’UE e di portare gli italiani a considerare l’Europa un partner e non un nemico o un ostacolo alla ripresa economica del Paese.


1. I diritti fondamentali
1.1 La Carta di nizza

Dicembre 2000, siamo in Francia, a Nizza. È qui che viene proclamata la Carta europea dei diritti fondamentali alla cui nascita hanno contribuito tutti, rappresentanti dei governi, dei parlamenti nazionali, del Parlamento e della Commissione europea. Ed è un documento fondamentale questa Carta, perché fissa gli obblighi che le istituzioni europee e gli Stati membri si impegnano a rispettare nei confronti dei loro cittadini. La quasi totalità dei diritti riportati nella Carta è garantita ad ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di residenza, quando questa si trovi nel suolo dell’UE. Fanno eccezione i soli diritti legati alla cittadinanza dell’Unione che vengono riconosciuti esclusivamente ai cittadini europei (come ad esempio il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo). I diritti sanciti all’interno della Carta derivano essenzialmente dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo del 1950 (CEDU). Ma il documento non rappresenta solo l’insieme dei diritti elencati in queste fonti. In esso sono contenuti anche i cosiddetti “diritti di nuova generazione” la cui previsione è stata resa necessaria dagli sviluppi scientifici e tecnologici degli ultimi decenni o da una maggiore sensibilità maturata nei confronti di alcune “categorie” di cittadini bisognose di maggior tutela. Parliamo del diritto alla tutela dei dati personali, del divieto alla clonazione riproduttiva degli esseri umani e di pratiche biogenetiche, ma anche dei diritti dei bambini, degli anziani e dei disabili che le costituzioni nazionali del dopoguerra non avevano previsto. Il 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la Carta ha assunto lo stesso effetto giuridico vincolante dei Trattati. Dignità, libertà, ugualianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia, questi i capi contenuti nella Carta. Molti i diritti in essa previsti anche se, per la loro concreta garanzia, occorre rifarsi alla normativa nazionale ed europea sviluppata recependo tali valori.


2. Viaggiare
2.1 in treno

Tutelare i diritti dei passeggeri ferroviari, per questo l’UE ha dato vita ad un Regolamento (il 1371 del 2007) che viene in soccorso dei tanti passeggeri dei treni regionali, di media e lunga percorrenza ed internazionali, garantendo loro una serie di diritti, in particolare in occasione di ritardi e soppressioni di treni.
Vediamo i principali.
Quando si acquista un biglietto per un viaggio in treno, non può essere applicata una tariffa più elevata a causa della nazionalità o in base al luogo di acquisto.
In caso di cancellazione o ritardo, mentre si è in attesa, si ha diritto a ricevere informazioni adeguate sulla situazione.
Se si viene informati che il ritardo con il quale si giungerà alla destinazione finale è superiore all’ora si può aver diritto a:
annullare il viaggio e chiedere il rimborso del costo del biglietto. Questo può essere integrale o parziale (relativo cioè alla sola tratta non utilizzata);
usufruire dei pasti e delle bevande proporzionalmente al tempo di attesa;
alloggiare se risulti necessario un soggiorno di una o più notti;
essere trasportati verso il punto di partenza o di arrivo, anche con mezzi di trasporto alternativi, se il treno è bloccato o il servizio è sospeso.
Se si decide di continuare il viaggio si può aver diritto ad una compensazione pari al 25% del prezzo del biglietto, se il ritardo è tra 1 e 2 ore, o al 50% se il ritardo è superiore alle 2 ore.
Non si ha invece diritto ad alcuna compensazione se si era stati informati del ritardo prima dell’acquisto del biglietto.
In caso di morte o lesioni del passeggero dovute ad un incidente ferroviario, questo, o i suoi congiunti, hanno diritto ad un risarcimento. Già entro 15 giorni dall’incidente hanno diritto a ricevere un anticipo per coprire le esigenze immediate che, in caso di decesso, ammonta ad almeno 21mila euro.

In caso di disabilità
Le persone ... ...


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01/04/2014