Anacleto Flori

Lassù tra le montagne

Il Centro addestramento alpino della Polizia di Stato da sessant’anni a Moena. Una lunga storia di passione, tradizione e coraggio nel cuore delle Dolomiti al servizio del Paese

Niente tramonto fiammeggiante sulle cime dolomitiche questa sera. I Monti Pallidi, tra nuvole e nebbie, sono rimasti tali, ma dopo una giornata di tuoni e pioggia anche il cielo si è placato un momento per lasciare spazio alla sfilata degli uomini del Centro addestramento alpino della Polizia di Stato che lo scorso 12 luglio ha aperto le celebrazioni di un anniversario importante, quello dei 60 anni di attività a Moena. Un lungo corteo colorato e festoso attraverso le strade della splendida cittadina dolomitica per ripercorrere oltre mezzo secolo di storia scritta e vissuta in una terra meravigliosa come quella delle vallate di Fassa e Fiemme ed esaltata dal valore umano di tutti gli uomini e le donne che vi hanno prestato servizio nel corso del tempo. E così, dopo la Banda comunale e il coro Enrosadira di Moena ecco sfilare le tute cremisi degli atleti del Gruppo sportivo delle Fiamme oro del settore alpino mescolate a quelle bianche degli sciatori e a quelle blu dei rocciatori che, per coraggio e spettacolarità dei loro interventi, fanno ormai parte dell’immaginario collettivo del soccorso in montagna.
L’emozionante sfilata è stata solo uno dei momenti che hanno caratterizzato lo storico anniversario. Tante sono state infatti le iniziative messe in cantiere proprio in vista dell’appuntamento con le quattro giornate di festa nel cuore delle Dolomiti. Tra queste spicca il volume sul Centro addestramento alpino dal titolo La storia del futuro pensato e voluto dal comandante Andrea Salmeri non solo come omaggio ai trascorsi storici della Scuola, ma anche come un indispensabile strumento comunicativo per far comprendere con quanto cuore e senso del dovere essa si è messa a disposizione della Polizia di Stato e della cittadinanza in tutti questi anni. Attraverso il libro trovano dunque suggello e risalto le origini del Caa, i cui primi timidi passi risalgono al 1952. Sono anni in cui al Centro è assegnato il delicato compito di formare le prime guardie da destinare al controllo delle nuove frontiere di montagna in una Europa la cui unità era ancora lontana da venire. Non manca però l’attenzione verso gli specialisti da impiegare sulle piste da sci, nelle operazioni di soccorso alpino o nelle prime strabilianti imprese alpinistiche e sportive. Ed è attraverso il ricordo di quelle pionieristiche attività, e del coraggio e della passione di tante figure che hanno intrecciato e condiviso la loro vita con quella del Centro, che possiamo leggere i cambiamenti e le evoluzioni legati a diversi periodi storici: dalla ricostruzione di una nazione post bellica alle miserie delle tragedie e delle calamità naturali, dalla crudeltà del terrorismo al delicato problema dell’ordine pubblico per le tensioni sociali legate all’attuale crisi economica.
Che il coraggio, la passione, la memoria e l’amore per la propria terra siano elementi fondanti del Caa è testimoniato dalla scelta di intitolare l’intera struttura alla guardia di pubblica sicurezza Giuseppe Moscthiz, un ragazzo tarvisiano vittima di una tragica caduta durante una gara di sci. E a ricordare lo stretto legame che lega il Centro addestramento alpino della polizia al territorio è lo stesso Andrea Salmeri: «I primi poliziotti arrivarono qui a Moena nel 1952 in punta di piedi – sottolinea il comandante – e passo dopo passo, con molta pazienza, hanno fatto in modo che il Caa crescesse in perfetta simbiosi con le genti delle valli fino al punto che oggi esso si identifica completamente con la cittadinanza. Qui la polizia è da sempre insieme e tra la gente: inoltre nascere e crescere tra questi monti porta con sé un valore aggiunto alla scelta di diventare poliziotto: il rispetto per la natura, per le regole della vita e della convivenza comune e una grande disponibilità verso gli altri. In tutti i campi».
Ma sono tante le immagini istantanee colte qua e là che dal 12 al 15 luglio hanno scandito le giornate della cittadina trentina e che resteranno negli occhi e nei cuori di quanti hanno affollato la piazza principale e le strette vie del centro. Come non ricordare la bella mostra fotografica, arricchita dall’esposizione di divise storiche e dalla proiezione di filmati, inaugurata alla presenza del vice capo vicario della Polizia prefetto Nicola Izzo, del comandante Andrea Salmeri, il presidente della provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, del questore di Trento Giorgio Iacobone e del sindaco di Moena Riccardo Franceschetti , o la cerimonia di svelamento della scultura realizzata per l’occasione da Giorgio Bisanti, vero e proprio atto d’amore del Centro nei confronti di Moena e della sua gente fino alla serata all’insegna di “ieri e di oggi” con l’alternarsi sul palco dei grandi atleti del passato e dei campioni dei nostri giorni. E la festa non poteva non concludersi con lo sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni con il tradizionale appuntamento del climbing day: due giorni di arrampicata e sport completamente dedicati ai bambini e ragazzi. Un’occasione imperdibile per trasmettere quei valori di altruismo e di legalità che da sempre hanno segnato il cammino degli uomini e delle donne della polizia di montagna. Gli anni passano, ma la storia del Centro addestramento alpino continua. Arrivederci a presto, Moena.

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DA SESSANT�ANNI NEL CUORE DELLE DOLOMITI
La Scuola alpina del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, istituita nel 1948 a San Candido (Bolzano) si trasferisce a Moena nel 1952 (nella foto a lato la vecchia sede) e nel 1975 assume l’attuale denominazione di Centro addestramento alpino del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza con sede presso la caserma Giuseppe Moschitz, che porta il nome di un giovane atleta delle Fiamme oro drammaticamente deceduto durante una gara di discesa. Con il passare degli anni il Centro si è specializzato nelle attività di sicurezza in montagna: servizi operativi, compiti di formazione, di addestramento e di specializzazione del personale. Un impegno premiato nel 1976 con il conferimento della medaglia d’oro al Valor civile per l’intensa opera di soccorso in montagna prestata dal personale dipendente. Attualmente il Centro addestramento alpino è soprattutto impegnato in attività di istruzione e di formazione, che da sempre costituiscono la vera peculiarità nel panorama degli Istituti di istruzione per il personale della Polizia di Stato. Un team di istruttori particolarmente preparati nel settore dello sci e dell’alpinismo tiene, infatti, numerosi corsi finalizzati al rilascio di qualifiche tecniche e professionali che trovano poi un ampio riscontro operativo. Il Centro è inoltre sede del Gruppo sportivo delle Fiamme oro – settore sport alpini, che vanta una gloriosa tradizione e compete in diverse discipline conseguendo brillanti risultati e portando così particolare prestigio alla Polizia di Stato. Sempre a Moena si trova la squadra cinofili che quest’anno ha festeggiato il trentennale della fondazione.

01/09/2012