Antonella Fabiani

A lezione di Rete

Sono numerosi i rischi e i pericoli in cui possono incorrere i ragazzi durante la navigazione. A questo risponde la polizia postale con una intensa attività di informazione e prevenzione nelle scuole

Essere in linea con chi si vuole, sempre raggiungibili, è l’imperativo categorico dei giovani ormai battezzati dai sociologi “nativi digitali”. Un rapporto quello tra le nuove tecnologie e i ragazzi che però porta con sé anche dei pericoli. L’uso del personal computer per accedere alla Rete ma anche del telefonino può nascondere insidie che rischiano di compromettere la sicurezza dell’utente fino a sfociare in veri e propri crimini informatici. Pericoli di diversa natura, perché spesso i ragazzi non hanno una piena consapevolezza del fatto che alcuni comportamenti possono concretizzarsi in violazioni della privacy o del diritto d’autore o possono essere rischiosi rispetto a fenomeni estremamente gravi quali l’adescamento, il cyberbullismo, il cyberstalking fino alla pedopornografia.
In questa direzione si rende necessaria una cultura di consapevolezza che parta dalle istituzioni e che aiuti le giovani generazioni ma anche i genitori a entrare nello stimolante universo digitale con uno stato d’animo sereno. È la prevenzione come sempre l’arma vincente per informare ragazzi e familiari coinvolgendo anche il mondo della scuola. La polizia postale e delle comunicazioni attraverso un’analisi dettagliata dei comportamenti online, delle abitudini di navigazione, delle conversazioni in chat e socialnetwork ha pianificato una serie di attività di sensibilizzazione e prevenzione affinché la navigazione sia il più possibile immune da inutili rischi e pericoli. «Fino a poco tempo fa una delle raccomandazioni che rivolgevamo ai genitori era di tenere il computer in un luogo di passaggio o comune della casa – osserva Nunzia Ciardi, direttore prima divisione del Servizio polizia postale e delle comunicazioni – sia per non lasciare a lungo il ragazzo solo davanti allo schermo sia per controllare, anche in modo discreto, il comportamento online dei figli. Però tutto questo, con l’estrema diffusione dei cellulari di ultima generazione che permettono il collegamento alla Rete è in parte superato, e allora puntiamo a un dialogo efficace con i bambini e i ragazzi per trasmettere loro l’importanza di alcune cautele durante la navigazione».

Istituzioni, genitori e figli: incontrarsi nel dialogo
Il dialogo passa soprattutto attraverso la figura genitoriale, fondamentale durante la fase di esplorazione della Rete da parte dei bambini così come fondamentale è il ruolo della scuola e dei docenti. Questo il motivo principale che ha spinto la polizia postale e delle comunicazioni ad organizzare progetti rivolti non solo a studenti ma anche a genitori e insegnanti, che prevedono formazione e aggiornamento sulle tecnologie più familiari ai ragazzi.
Tra le tante iniziative attuate su tutto il territorio nazionale. Meritano di essere ricordate “Non perdere la bussola”, realizzata in collaborazione con Google e Youtube, che ha sensibilizzato oltre 450mila studenti delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale con rispettivi insegnanti e genitori; oppure “Web in cattedra” (realizzata in collaborazione con Microsoft e gli uffici scolastici regionali della Lombardia, Veneto e Toscana), rivolta agli insegnanti con lo slogan “Formare i docenti per proteggere gli studenti” durante il quale sono state impartite nozioni specifiche anche sui più diffusi programmi di protezione utilizzati sulla Rete per salvaguardare il proprio pc da virus o da fenomeni di malware e spamming; e anche “In strada come in Rete” (realizzata con la Polizia provinciale di Roma, Unicef e Skuola.net), rivolta ai ragazzi tra i 10 e i 14 anni, ai loro genitori e agli insegnanti delle scuole medie di primo grado delle provincia di Roma, che ha avuto l’obiettivo di contrastare i rischi tipici in cui incorrono gli adolescenti durante la navigazione in Rete o circolando per la strada.

Smart tutor
Tra i nuovi progetti attuati c’è in particolare un’applicazione realizzata da Vodafone in collaborazione con la Polizia di Stato, presentata al recente Forum della pubblica amministrazione, che consente di personalizzare le funzionalità del cellulare per un utilizzo sicuro: la Vodafone Smart Tutor. Un’app per Android che permette un uso del cellulare appropriato all’età dei ragazzi. «È uno strumento che consente di personalizzare le funzionalità del cellulare per un utilizzo sicuro e protetto da parte dei minori – sottolinea la dirigente Ciardi della Postale – che permette di scegliere i numeri fidati con cui i ragazzi possono entrare in contatto, selezionare insieme le app più adatte a loro, evitare che abbiano distrazioni nei momenti in cui devono concentrarsi, come ad esempio nelle ore scolastiche, grazie alla possibilità di limitare le funzioni ad una determinata fascia oraria, bloccare i contatti indesiderati e le chiamate da numeri privati o sconosciuti». (L’applicazione è scaricabile gratuitamente dal portale inFamiglia www.infamiglia.vodafone.it e su Google Play).

Socialnetwork: qualche consiglio
Incontrarsi, parlare e fare amicizia in Rete è ormai un fatto acquisito per i ragazzi. Ma sono molte le ragioni che sconsigliano la frequentazione dei socialnetwork al di sotto dei 14 anni: «La loro inesperienza, la loro tendenza a non rendersi conto dei rischi della diffusione di immagini e di informazioni riservate, la loro curiosità verso gli altri potrebbero esporre i ragazzi e le loro famiglie a vari rischi reali – sottolinea il dirigente – i giovani dovrebbero ricordare che un’immagine condivisa in un socialnetwork entra definitivamente nel Web e che non è più cancellabile anche qualora fosse utilizzata in siti che non si conoscono o condividono».
Tra gli altri suggerimenti degli esperti della Postale c’è quello di non utilizzare nomi equivoci e/o postare messaggi che potrebbero alludere a una disponibilità che potrebbe richiamare l’attenzione di malintenzionati. Così come è importante rispettare anche leggi che definiscono chiaramente cosa costituisce reato e cosa no: quindi evitare di creare gruppi che inneggiano a comportamenti violenti o che possano danneggiare l’immagine e/o la credibilità di persone note e meno note. E poi ancora, che è importante tenere segreta la password di accesso per evitare che qualcuno possa utilizzarla e commettere azioni scorrette diffondendo informazioni riservate che riguardano il proprio profilo.

Progetti educativi futuri
Ma le iniziative e i progetti non si fermano qui. L’intervento della polizia delle comunicazioni ha aperto un canale di dialogo con i giovani, incrementando la consapevolezza di un agire cosciente e facilitando la comunicazione con le istituzioni. «I risultati positivi incoraggiano a nuovi progetti – commenta il direttore di Divisione – dopo il successo ottenuto negli anni scorsi, la polizia postale e delle comunicazioni insieme a Google rinnovano l’appuntamento formativo per l’anno scolastico 2012-2013, con una campagna nazionale di sensibilizzazione denominata “Buono a Sapersi”. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di oltre 400mila studenti, genitori e insegnanti di tutte le scuole di ogni ordine e grado e la creazione di un sito online nel quale saranno affrontati in modo chiaro e semplice le criticità della Rete. L’obiettivo dei workshop, tenuti dagli operatori della specialità, è di insegnare ai ragazzi e alle loro famiglie come sfruttare le potenzialità espressive di Internet senza incorrere nei rischi connessi all’adozione di comportamenti scorretti e pericolosi per sé e per gli altri. Molti dei potenziali rischi citati spesso dipendono dalla mancanza di specifica conoscenza delle norme e del codice di condotta di queste realtà sociali online.

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PER I GENITORI

SCEGLIETE PER I VOSTRI FIGLI
un computer portatile e, se possibile, utilizzatelo per la sola navigazione in Internet: posizionatelo in una stanza centrale della casa, piuttosto che nella camera dei ragazzi. Vi consentirà di dare anche solo una fugace occhiata ai siti visitati senza che vostro figlio si senta “sotto controllo”.

NON LASCIATE troppe ore i bambini e i ragazzi da soli in Rete.

STABILITE QUANTO TEMPO possono passare navigando su Internet: limitare il tempo che possono trascorrere online significa limitare di fatto l’esposizione ai rischi della Rete.

PER LA NAVIGAZIONE dei più piccoli usate software “filtro” con un elenco predefinito di siti possibili, scegliete la lista di questi siti insieme ai vostri figli spiegandogli che è una misura di sicurezza indispensabile. È opportuno verificare periodicamente che i filtri funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.

INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI l’importanza di non rivelare in Rete dati personali come nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici. Ricordategli inoltre che non è consigliabile pubblicare in internet foto di sé o degli altri, soprattutto se questi sono minorenni e inconsapevoli di apparire online.

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PER I BAMBINI E I RAGAZZI

NELLE CHAT, NEI FORUM, nei blog e nei giochi di ruolo non dare mai il tuo nome, cognome, indirizzo, numero di cellulare o di casa. Lo schermo del computer nasconde le vere intenzioni di chi chatta con te.

NON SCARICARE PROGRAMMI se non ne conosci bene la provenienza: potrebbero contenere virus che danneggiano il computer, spyware che violano la privacy e rendono accessibili informazioni riservate.

NON INCONTRARE MAI persone conosciute su Internet senza avvertire i tuoi genitori. Se proprio vuoi incontrare qualcuno conosciuto su Internet, prendi appuntamento in luoghi affollati e porta con te almeno due amici.
RICORDA che le tue immagini e quelle degli altri sono una cosa privata, da proteggere: non mettere foto o filmati fatti con il telefonino in community, chat o socialnetwork che siano aperti a tutti, grandi e piccini. Una volta immessi in Rete, foto e filmati, possono continuare a girare anche se tu non vuoi.

LA PROMESSA DI RICARICHE facili, di regali gratuiti, di vantaggi fantastici che arrivano via Sms o nelle chat da adulti sconosciuti devono metterti in allerta: alcuni truffatori e criminali utilizzano questi mezzi per farti aderire a costosi abbonamenti a pagamento, o per carpire la tua fiducia e suggerirti di fare cose non adatte alla tua età.

RICORDA che se qualcuno vuole offrirti un vantaggio troppo facile, senza neanche conoscerti, probabilmente ti prende in giro!

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L’USO SICURO DEL TELEFONINO PER I GENITORI

Spiega a tuo figlio che il telefonino è un mezzo di comunicazione che impone una cautela analoga a quella che si ha nei confronti del computer. Scegli per i più piccoli modelli semplici, quelli con telecamere e fotocamere riservali a quando sapranno utilizzarli in modo sicuro e consapevole.

Spiega a tuo figlio che foto e riprese effettuate con il telefonino sottostanno alla normativa italiana in materia di protezione dell’immagine e della privacy delle persone.

Per i telefonini che consentono la navigazione in Internet o l’accesso a community e chat, spiega a tuo figlio che i rischi in termini di adescamento da parte di pedofili online sono i medesimi della Rete “tradizionale”.

Scegli per i tuoi figli Sim Card ricaricabili e ricarica sempre tu il credito in modo da poter monitorare la quantità di traffico telefonico effettuato.

Al momento dell’attivazione della Sim Card fornisci ai tuoi figli il Pin ma non il Puk. Con il Puk infatti potrai accedere al telefono anche se il Pin è stato modificato.

Spiega ai tuoi figli che sms o mms che promettono ricariche facili o altri vantaggi immotivati sono spesso il primo contatto effettuato da chi non ha buone intenzioni.

Parla ai tuoi figli della potenziale pericolosità di richiamare col telefonino numeri sconosciuti da cui provengono squilli o chiamate mute. In passato si è trattato di una modalità con cui i pedofili adescavano i minori.

Scoraggia tuo figlio dal diffondere foto o filmati fatti con il telefonino in community o chat telefoniche.

Una volta immesse in Rete foto e filmati possono continuare a essere diffuse senza controllo per lungo tempo.

01/09/2012