Annalisa Bucchieri

In difesa dell'ambiente

La monnezza si è trasformata in oro in mano ai Casalesi. È ormai da tempo che i clan camorristici del casertano hanno scoperto di possedere facoltà da Re Mida. E se il traffico illecito dei rifiuti – come ha sottolineato il sottosegretario del ministero dell’Interno, Carlo De Stefano alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2012 stilato da Legambiente – si attesta anche per il 2011, insieme al ciclo del cemento abusivo, il business ambientale più florido delle mafie, la Campania si riconferma la regione più attiva negli affari che “puzzano” con il maggior numero di società coinvolte nelle indagini, 673 infrazioni accertate, 693 persone denunciate, 248 sequestri e 63 persone arrestate. Molti di questi successi investigativi si devono a un team di poliziotti della squadra mobile di Caserta distaccati a Casal di Principe e guidati dal vice questore aggiunto Alessandro Tocco. Lo abbiamo intervistato nell’ambito del primo piano di questo mese dedicato al fenomeno criminale delle “ecomafie” che conta un volume di guadagni esorbitanti – 16, 6 miliardi di euro annui – succhiando energie costruttive alla nostra economia in crisi. Un fenomeno in continua evoluzione che già dal 1997 la Polizia di Stato ha iniziato ad affrontare in maniera strutturata istituendo presso i Centri interprovinciali Criminalpol speciali unità informative e di monitoraggio sulla criminalità organizzata ambientale che nel 2001 sono state sostituite da quelle create all’interno delle Squadre mobili territoriali e coordinate dal Servizio centrale operativo. Da allora lo Sco (pur non rientrando la sicurezza ambientale nella sua mission principale) ha percorso tanta strada nell’affinare metodi investigativi e strategie di contrasto ad hoc. Anche perché le tattiche mafiose hanno un carattere complesso. Discariche abusive e smaltimenti irregolari si sono affiancati negli ultimi anni a infiltrazioni nelle attività legali legate al ciclo dei rifiuti. I personaggi coinvolti sono sempre gli stessi: imprenditori, trasportatori, faccendieri e mafiosi. C’è chi architetta la truffa, chi la mette in atto e chi fa in modo che le carte siano tutte a posto. La tecnica del giro-bolla falsificato è quella più frequente, come raccontiamo nel nostro primo piano. Ma c’è di più. Sono aumentate le operazioni della Polizia di Stato, specialmente della Stradale, per i reati di maltrattamento degli animali e in particolare per il traffico dei cuccioli di cani dall’Europa dell’Est in crescita esponenziale tanto da indurre il legislatore a iscriverlo come reato nel codice penale. Anche di questa attività troverete dati testimonianze nel nostro approfondimento.

01/09/2012