Antonio Manganelli*

Storia di coraggio e di innovazione

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La virtù che più la gente riconosce ed apprezza nelle donne e negli uomini della Polizia di Stato è sicuramente il coraggio, sia quello dato dalla fermezza, dalla costanza e dalla serenità nell’affrontare qualsiasi tipo di rischio, sia quello che si caratterizza con la capacità di fare autocritica e di rimettersi in gioco. Così la Polizia di Stato, nei suoi 160 anni di vita, ha saputo lasciare un’impronta, forte ed indelebile, di giustizia e di lealtà, riuscendo, attraverso un dialogo vero e costante con la gente, a rinnovarsi per stare sempre al passo con i tempi, senza tradire mai le sue tradizioni e le sue origini.
Spesso questi cambiamenti sono stati epocali. Con la smilitarizzazione del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza nel 1981, con l’ingresso delle donne in polizia, con le specializzazioni dei vari reparti per far fronte alle sempre più innovative forme di criminalità, la Polizia di Stato ha compiuto passi da gigante per essere sempre più vicina alla gente. Ed ancora, la nascita della polizia scientifica addirittura nel 1902, un vero record; l’istituzione del numero di soccorso pubblico, il 113, nel 1968; la rivoluzione della gestione dell’emergenza con le automobili (le “pantere” e le volanti); l’addestramento di reparti speciali per affrontare il banditismo e il terrorismo; la creazione della polizia postale e delle comunicazioni per il contrasto al crimine informatico; la prima polizia europea ad abilitare i propri operatori all’uso del defibrillatore.
Un’innovazione dopo l’altra, a volte accompagnate da clamori e critiche, molto più spesso realizzate con un lavoro silenzioso. Sempre senza perdere mai di vista la nostra, unica mission: dare sicurezza a quanti, cittadini italiani e non, rispettano la legalità.
È ormai scontato che le tematiche della sicurezza sono interpretate come leve comunicative strategicamente molto importanti, su cui si gioca il livello di soddisfazione e di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Il compito della Polizia di Stato, dunque, si fa sempre più complesso e delicato. Rappresentando, infatti, una delle istituzioni più “vicine” al cittadino, diventa il facile punto di riferimento – e spesso anche di critica – per ottenere svariate risposte ad altrettante disparate problematiche, che, di frequente, poco hanno a che fare con situazioni aventi rilevanza penale.
Siamo oggi un’Istituzione completamente immersa nella società. Le nostre donne, i nostri uomini vivono come gli altri questi tempi di crisi ed incertezza. Ma credo fermamente che il rischio peggiore possa essere abbandonarsi al pessimismo sia nel presente che guardando al futuro.
Abbiamo deciso di celebrare il nostro anniversario, ancora una volta, in piazza. Tra la gente. Perché è proprio nei momenti più difficili che non deve mancare la vicinanza, il contatto concreto tra le istituzioni e le persone. La concretezza è uno degli elementi che caratterizza il lavoro di oltre 100mila poliziotti e ce la richiede chi è vittima di una violenza, di un sopruso o nelle difficoltà di una calamità o di un’emergenza. Credo che i nostri poliziotti rischino la vita perché sentono nel profondo di loro stessi che certi valori non sono un’idea astratta ma qualcosa di reale, come reali sono le persone alle quali rivolgiamo il nostro servizio.
Il coraggio che ricordiamo quest’anno è quello di donne e uomini che hanno saputo affrontare consapevolmente i rischi della loro missione.
Ma il nostro coraggio è anche quello dell’imparzialità, della terzietà, del non accettare la strada della convenienza e dell’opportunità, ma quella maestra della Legge con la convinzione che possiamo sempre migliorare. Non è un caso se dopo il Presidente della Repubblica, le forze dell’ordine siano oggi le istituzioni su cui ricade maggiore fiducia. Perché la gente riconosce l’impegno e l’azione di chi lavora tutti i giorni in strada, affrontando rischi e responsabilità.
I dati del 2011 possono dare una dimensione del nostro lavoro in tutti i campi. Complessivamente l’attività di prevenzione e d’investigazione ha consentito di sequestrare o confiscare beni per oltre un miliardo di euro, di cui più della metà riacquisiti definitivamente dallo Stato. Sono stati assicurati alla giustizia 685 mafiosi e 84 grandi latitanti, 11mila gli arresti. Straordinario l’impegno per il controllo delle frontiere, a causa della forte pressione migratoria determinata dalla “primavera araba”, con 62.700 clandestini arrivati in Italia. Sono stati arrestati 282 trafficanti di migranti, rintracciati 47mila stranieri irregolari e rimpatriati 25mila. Una menzione particolare, poi, va fatta per i poliziotti impegnati nella tutela dell’ordine pubblico. Sono state 10.500 le manifestazioni svoltesi nel 2011, dove la difficoltà del lavoro delle forze dell’ordine sta nel fatto che occorre tutelare il diritto dei manifestanti ad esprimere le proprie idee, ma anche il diritto alla sicurezza dei cittadini dei luoghi ove tali manifestazioni si svolgono.
Ed un particolare tributo va poi rivolto ai poliziotti che, insieme alle istituzioni locali, alle associazioni di categoria, ai cittadini, lavorano ogni giorno per rendere più sicure e vivibili le nostre città. I concetti di prossimità, sicurezza partecipata, sicurezza integrata, sono stati i necessari passaggi logici per costruire, oggi, un sistema di convivenza civica, il cui cardine sia la partecipazione di ognuno ad una più ampia e duratura costruzione della tranquillità sociale. Ed anche questa è una forma di coraggio.
La nostra Istituzione è fatta di storie, di valori, di sacrifici che spesso arrivano fino all’estremo. E in questi 160 anni ne abbiamo avute tante, troppe, di vite spezzate. La Polizia di Stato le ricorda, abbraccia le loro famiglie e continua a lavorare, con rinnovata passione, nella consapevolezza di svolgere un nobile servizio per il bene del Paese e con la certezza che non verremo mai meno all’impegno preso con i nostri caduti: non rendere vano il loro sacrificio, non smettere di lavorare per un futuro migliore.

*Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza

01/05/2012