Antonella Fabiani

Poeti contro

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Non solo le forze di polizia ma anche l’arte nelle sue diverse espressioni può essere un valido strumento di legalità per una nuova coscienza civile nel nostro Paese

Quando si pensa alla poesia generalmente si pensa all’espressione di un mondo di sentimenti ed emozioni privati. Poco letta nel nostro Paese è però uno dei generi letterari frequentati un po’ da tutti per esprimere le sensazioni più intime. Invece è un’espressione preziosa, soprattutto nella nostra epoca tecnologica, l’unica che con il suo linguaggio sia capace di resistere al selvaggio consumo mediatico delle parole e di stimolare e arricchire zone più nascoste dell’essere umano. In quanto libera e senza confini, può recare in sé la forza di un pensiero e di una riflessione capaci di agire sulla coscienza degli uomini. Specie quando sceglie di avvicinarsi alla vita pubblica, di trarre ispirazione da temi e sentimenti più collettivi. In questo caso si parla di poesia di impegno civile: un connubio ricco di possibilità attraverso cui l’artista attiva la sua capacità di interpretare la realtà e la restituisce al lettore, sperando che siano l’occasione di una maggiore consapevolezza.
In questa direzione si colloca L’impoetico mafioso, un’antologia recentemente pubblicata da Gianmario Lucini, un editore del Nord d’Italia che ha chiamato all’appello moltissimi poeti italiani a esprimersi su un fenomeno criminale dei più radicati nel nostro Paese. Ad accettare l’invito 105 poeti, in buona parte del Sud, che hanno deciso di partecipare contro ciò che rappresenta la cultura mafiosa: un esempio di poesia di azione, una poesia a favore della espansione della legalità come spiega il suo editore: «L’antologia è nata dal desiderio di dare un senso alla mia attività di editore – spiega Gianluigi Lucini curatore della raccolta – di “fare qualcosa” di utile, senza per questo tradire il principio che l’arte “non serve a niente” e, soprattutto, non serve nessuno. Io credo che tutta l’arte, nelle sue infinite espressioni, debba sempre di più “sporcarsi le mani” senza per questo tradire se stessa. Devo l’idea alla mia passata esperienza nell’associazione don Milani di Gioiosa Jonica, una piccola associazione che si occupa di minori e di educazione alla legalità, in una realtà certo emblematica per i problemi di criminalità. Subito dopo con l’assassinio del sindaco Angelo Vassallo (5 settembre 2010 a Pollica, n.d.r.), è stato spontaneo e ovvio dedicare a lui questo lavoro”.
L’arte deve uscire dal suo “castello”
L’iniziativa però non è stata accolta con trasporto da tutti i ... ...


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01/12/2011