Cristiano Morabito

Un anno con noi

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Testimonial d’eccezione del mondo dello spettacolo, sport e informazione messi in posa dai ragazzi del Centro sperimentale di cinematografia per il Calendario 2012

La polizia ha ispirato da sempre il mondo del cinema. A partire dai “poliziotteschi” degli Anni ’70 con Maurizio Merli e Tomas Milian, passando per la commedia degli Anni ’80 con personaggi come il brigadiere Zagaria di Lino Banfi, fino ad arrivare alla fiction dei giorni nostri di Luca Zingaretti e Ricky Memphis. Cinema e tv negli anni hanno raccontato la vita del nostro Paese e di un’Istituzione che nel tempo è radicalmente cambiata, così come i personaggi che l’hanno interpretata sul grande e sul piccolo schermo, facendone trasparire la straordinaria umanità che si cela dietro un lavoro quotidiano ma particolarissimo.
Ed è stata proprio il cinema la fonte di ispirazione per il calendario di quest’anno. Ma come riuscire a trasportare le emozioni registrate sulla dinamica celluloide di una pellicola e mantenerle tali sulla statica cellulosa dei dodici fogli che compongono, appunto, un calendario? Una vera e propria sfida lanciata alla polizia da alcuni studenti del Centro sperimentale di cinematografia di Roma. «Questa occasione – racconta il direttore dell’Ufficio relazioni esterne e cerimoniale, Maurizio Masciopinto – nasce da un incontro quasi fortuito, come molte cose nella vita, avvenuto durante le celebrazioni per il 159° anniversario della Fondazione della polizia. I ragazzi del Centro sperimentale stavano partecipando attivamente a un dibattito organizzato sull’argomento “fiction e polizia”. Alla fine del forum venimmo contattati dal loro preside che ci fece la proposta».
Una vera e propria sfida, dunque, che ha visto lavorare per mesi, fianco a fianco, un gruppo di persone che dalla propria eterogeneità ha tratto forza, arrivando al prodotto che oggi abbiamo tutti sotto gli occhi: dodici scatti, quattordici testimonial, dodici messaggi diversi che confluiscono in un unico concetto: “C’è più sicurezza insieme”, il claim che da anni accompagna tutte le iniziative più importanti della Polizia di Stato, quasi un vero e proprio marchio della “fabbrica della sicurezza”.
«Questo tipo di calendario – ha commentato il capo della Polizia Antonio Manganelli, durante la presentazione avvenuta il 6 dicembre scorso a Roma – lo vedo quasi come una provocazione, una rottura degli schemi. In genere, per noi, è forte la tentazione di autocelebrarsi in occasioni come queste, presentando un calendario pieno di momenti trionfalistici che proponiamo e che, in qualche modo, rischiamo di imporre alla gente. Invece è da un po’ di tempo che ci piace “farci raccontare”, aprendo un dialogo con i giovani e seguendo con loro un percorso fatto di un’iniziale diffidenza, che poi arriva a diventare un rapporto dialettico che, il più delle volte, si conclude con ammirazione per degli atti di eroismo quotidiano di cui non abbiamo notizia, se non all’interno della nostra Istituzione».
Ed è proprio questo l’obiettivo di un percorso iniziato lo scorso anno, con il calendario 2011 realizzato dagli studenti dell’Istituto professionale di Stato per la cinematografia e la fotografia “Roberto Rossellini” di Roma, e che si è evoluto con gli scatti del 2012 realizzati dai futuri registi, autori e direttori della fotografia del Centro sperimentale di cinematografia, consapevoli del fatto che il futuro della relazione tra la Polizia di Stato e la società si costruisce, soprattutto, nel rapporto con le nuove generazioni. «I giovani – ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri – hanno bisogno di un linguaggio che li colpisca e che loro possano comprendere. Le prediche sono inutili, perché non ti ascoltano, si annoiano. Messaggi così esemplificativi e belli sotto il profilo della comunicazione sono, perciò, importanti. Occorre far crescere nelle nuove generazioni concetti come il rispetto della legalità e delle regole, facendoli sentire parte di una società. Credo sia la grande scommessa della società attuale, ma soprattutto di quella futura».
Naturalmente, è importante sentire la voce di chi determinerà il futuro: «Sento di poter tracciare un bilancio positivo di questa esperienza – ha commentato Francesco Scazzosi, uno degli studenti – sia dal punto di vista tecnico sia per la possibilità che ci è stata data di affrontare un progetto professionale, il cui risultato è tangibile. L’altro elemento positivo è quello umano che ci ha permesso di conoscere questa Istituzione nella sua complessità. Abbiamo conosciuto una polizia non più legata a soli fatti di cronaca, ma nel suo quotidiano lavoro al servizio della cittadinanza». Gli fa eco un altro studente, Fabio Paolucci: «Ho avuto l’occasione di poter vedere il lavoro dei poliziotti in momenti difficili, come durante la manifestazione a Roma in piazza San Giovanni. Ma stavolta li ho guardati con occhi diversi, capendo che, dietro quelle divise, quei caschi e quegli scudi, ci sono persone come noi che s’impegnano quotidianamente per farci sentire più sicuri».
Obiettivo raggiunto, si potrebbe dire: la filosofia che sta alla base dell’operazione Calendario 2012 ha colto nel segno. Ma gli scatti di quest’anno non hanno solo il fine di presentare la polizia sotto una diversa ottica. L’altro obiettivo è quello della raccolta di fondi. Infatti, come nelle ultime edizioni, anche i proventi della vendita del calendario di quest’anno (prenotabile presso tutti gli Urp delle questure d’Italia al prezzo di 8 euro per la versione da parete e 6 euro per quella da tavolo) andranno in beneficenza. Continua, infatti, la collaborazione con l’Unicef che devolverà l’intero incasso alla realizzazione di un progetto che combatta la malnutrizione nel Camerun, dove su 1.000 bambini nati ben 144 non arrivano a compiere il quinto anno di età, proprio per problemi legati alla scarsa alimentazione. Una piccola cifra che può salvare molte vite.

La realizzazione
Fin qui la filosofia che ha mosso la nascita del Calendario 2012, ma l’ulteriore sfida è stata la sua realizzazione. «Siamo studenti di cinematografia – ha detto Francesco Argenziano, della seconda classe del Centro sperimentale di Roma – e quindi abbiamo voluto ispirarci proprio al grande schermo, cercando di traspondere su carta un frame cinematografico e traendo l’ispirazione non solo da film, ma anche da reportage e dal mondo dell’arte. Dando, comunque, il senso di una scena in movimento. Siamo andati alla ricerca delle location – continua Francesco – scegliendole di volta in volta e visitando i luoghi e i principali reparti della polizia, cercando di accoppiare a ognuna di queste uno o più testimonial».
Il minimo comun denominatore del calendario è il classico formato panoramico 2.35:1, per capirci quello che sui moderni televisori viene visualizzato all’interno di due bande nere orizzontali. E il risultato è proprio quello di un fotogramma di un film.

Meno carta
L’ultima caratteristica, ma non meno importante, del Calendario 2012 è che, per la prima volta, è stato stampato non più a pagina singola, bensì in fronte/retro, portando così a un notevole risparmio di carta e dei costi di lavorazione, durante la quale sono stati utilizzati accorgimenti tali da abbatterne i costi di produzione.

I testimonial
L’utilizzo del testimonial è un’altra delle novità del calendario di quest’anno. Quattordici personaggi famosi che, ognuno nel proprio campo, hanno dato, e continuano a dare, lustro al nostro Paese. Una presenza a suo modo strategica, con lo scopo di far identificare con un personaggio noto le pagine dei dodici mesi, da ognuna delle quali scaturisce una storia.
Si parte da un Raoul Bova in stile “Fast and Furious” (il film con Vin Diesel, ndr) che alla guida di una volante nel centro della Capitale sembra impartire ordini alle altre Pantere, e si passa al mitico Bud Spencer che, come in una scena del film “Toro Scatenato” da bravo allenatore ed ex grande picchiatore cinematografico, consiglia la strategia del match nell’angolo del ring al suo pugile (il campione olimpico dei massimi Roberto Cammarelle delle Fiamme oro) in un momento di pausa del combattimento. Marzo è la volta di Piero Angela che, scendendo dall’aereo, porge un contenitore per il trasporto degli organi agli agenti della Stradale che, con la Lamborghini, lo porteranno velocemente a chi ne ha bisogno. L’immagine di aprile è affidata a Loris Capirossi (campione di motociclismo, nonché ex Fiamme oro) che, come nella serie televisiva “The shield”, sembra intento a tenere un briefing prima di uscire in servizio a una squadra dei “falchi” della questura. L’autoironia di Bruno Vespa – che, all’interno dello storico studio di Porta a Porta, dice «Finalmente ho realizzato il mio sogno di essere immortalato davanti a uno dei miei celebri plastici insieme alla Scientifica – è la protagonista della foto del mese di maggio. La libertà di manifestare pacificamente un proprio diritto e, in questo caso, quello di essere italiana da parte di una donna di colore, è il tema racchiuso nello scatto di giugno che vede protagonisti la campionessa di salto in lungo, Fiona May, che fieramente stringe tra le mani il tricolore, e il Reparto mobile. Una calda e assolata giornata estiva fa da sfondo alla fotografia di luglio, in cui il commissario Lo Gatto (Lino Banfi) con il leggendario panama bianco poggiato in bella vista sulla scrivania, è intento ad ascoltare una persona giunta in commissariato: «Dopo aver ricoperto in tanti anni di carriera tutte le qualifiche della polizia – ha scherzosamente ammesso l’attore di Canosa – dal brigadiere Zagaria al commissario Lo Gatto, penso oramai di essermi guadagnato i gradi sul campo!». Il mare, i suoi tesori sommersi e recuperati dai sommozzatori del CneS di La Spezia, sono l’argomento portante di agosto, stavolta con due testimonial d’eccezione che hanno fatto dell’apnea e dell’amore per i fondali incontaminati la propria ragione di vita: Enzo Maiorca e Umberto Pelizzari, passato e presente dell’immersione senza respiratori. A settembre è la volta del sorriso magnetico di Cristina Chiabotto, l’ex miss Italia, che, insieme al Nocs, rimette in scena la celebre sequenza del bacio tra l’Uomo ragno e la sua fidanzata nel film di Sam Raimi “Spider-man”.
«Non avevo mai tenuto un’arma in mano e solo facendolo mi sono reso conto di quanto sia difficile gestire una situazione con una pistola in pugno» ha detto il “signore degli anelli” Yuri Chechi dopo aver realizzato lo scatto di ottobre insieme agli istruttori di tiro. A novembre è protagonista ancora la bellezza con Maria Grazia Cucinotta che, nell’atto di levarsi il casco, scende dalla motocicletta a un posto di blocco del Reparto prevenzione crimine. A chiudere il Calendario 2012 una delle coppie comiche meglio assortite della televisione, Paolo Bonolis e Luca Laurenti, mentre, inseguiti da un elicottero, scappano a gambe levate con una ventiquattrore piena di soldi, facendo il verso a una scena di “Intrigo internazionale”, celebre film con Cary Grant del maestro del giallo Alfred Hitchcock. «Vorrei far notare – ha concluso scherzosamente il conduttore romano durante la cerimonia di presentazione alla stampa del Calendario – come questa sia l’unica fotografia in cui c’è qualcuno che scappa dalla polizia! Io e il maestro Laurenti ringraziamo sentitamente…».

01/12/2011