Cristiano Morabito

Grandi eventi, grande tutela

Due milioni per la beatificazione di papa Wojtyla, quasi 90 delegazioni straniere per la parata del 2 giugno. Ecco come si attiva la complessa macchina della protezione in vista di appuntamenti eccezionali

Bastava accendere il televisore o, semplicemente, trovarsi su via dei Fori imperiali a Roma lo scorso 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica. Decine di migliaia di persone assiepate dietro le transenne in attesa di vedere la rituale parata che ogni anno celebra la festa della nostra Nazione. Ma quest’anno era diverso. Con l’occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, oltre ai comuni cittadini e alle personalità istituzionali del nostro Paese, erano presenti più di ottanta delegazioni straniere: dal vice presidente americano al presidente afghano, dal vicario cinese al re di Spagna Juan Carlos. Un vero e proprio “parterre de rois” che, tra dignitari, ambasciatori, capi di Stato, di governo e teste coronate, ha pacificamente invaso la Capitale, con il proprio seguito, scorte armate incluse.
Grandi numeri, quindi, come del resto fu per la prima volta in occasione dei funerali di papa Giovanni Paolo II, successivamente durante il G8 a L’Aquila e, di nuovo, ultimamente per la beatificazione del Santo padre polacco.Grandi numeri quelli costituiti dalle delegazioni estere in visita in Italia, ai quali, necessariamente, deve corrispondere un’imponente macchina organizzativa che, dalla A alla Z si occupi degli illustri ospiti.
Dare le direttive generali alle autorità provinciali di ps per la pianificazione dei servizi di polizia durante meeting internazionali e in occasione della presenza di personalità straniere sul suolo italiano è compito dell’Ufficio ordine pubblico, diretto da Armando Forgione, e, in particolare, del secondo settore, che fa capo a Feliciano Marruzzo.
In caso di eventi eccezionali, come quello dello scorso 2 giugno, la macchina organizzativa deputata alla protezione delle personalità straniere, parte da un tavolo comune. Una vera e propria “situation room” all’interno della quale prendono posto i rappresentanti di ministeri (Difesa e Affari esteri), di direzioni centrali (prevenzione, stradale e frontiera), dei comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dell’Ufficio ordine pubblico, Interpol, presidenza del Consiglio e della questura interessata all’evento. Tutti a concorrere in quello che tecnicamente viene definito come il Centro di coordinamento sicurezza personalità e delegazioni.
Un lavoro teso alla pianificazione dei servizi di tutela. E sui monitor dei computer, grazie all’istituzione di un database comune, è possibile visualizzare tutti i dettagli relativi alla personalità in arrivo, al suo seguito e, ... ...


Consultazione dell'intero articolo riservata agli abbonati

01/06/2011