Annalisa Bucchieri

Napolitano e Poliziamoderna

 Succede anche questo. Che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, s’informi sulla nostra rivista, visitando la mostra di articoli e copertine sul trentennale della Riforma che abbiamo allestito a Piazza del Popolo a Roma per il 159° della Fondazione della Polizia (a pag.11). Mi rivolge diverse, circostanziate domande senza formalità, ma piene di grande interesse e curiosità sul lavoro giornalistico che Poliziamoderna svolge dal 1949. Da più di sessant’anni siamo testimoni delle attività dell’Istituzione che hanno accompagnato la società civile in tutti i passaggi più delicati e critici della vita del Paese. Così ci poniamo spesso: non solo sentinelle della contemporaneità, ma sonde della memoria, patrimonio visivo e testimone concettuale di quanto la Polizia di Stato sia cambiata nel corso del tempo e di come abbia modificato il modo di comunicare e comunicarsi all’esterno. Qualcuno potrà trovare nostalgica la scelta di ripubblicare foto d’epoca o contributi storici, come spesso facciamo. Non c’è passatismo in questo. Ciò che siamo stati ci aiuta a trovare la strada migliore del futuro, non sempre (anzi quasi mai) la più breve. E se da una parte ci muoviamo verso la multimedialità con il Qr e per sbarcare sull’Ipad, dall’altra non ci dimentichiamo di ciò che è successo e ha inciso nella formazione di un’identità collettiva.
Non è un caso che tutti voi, i nostri lettori, che rendete significativa l’esistenza di Poliziamoderna, siate una comunità che si estende da Nord a Sud, si declina ugualmente al femminile come al maschile e copre diverse fasce di età, qualifica, mansioni all’interno della Polizia di Stato e di altri settori professionali. Voi siete la prova di come anche una rivista faccia “rete”, connetta e unisca senza annullare le diversità, da quelle esistenziali fino a quelle politiche o dialettali. Voi siete lo specchio, piccolo e significativo dell’italia unita, che il Presidente della Repubblica ha reso con il suo esempio più coesa.
Ecco perché mi sembra giusto condividere con voi l’orgoglio e la gioia per le parole di Napolitano che ha commentato come prezioso il nostro ruolo di custodi e vivificatori del passato e così come il contributo di riflessione e di dibattito che diamo al presente.
«Solo chi ha buona memoria sa mantenere le promesse», dico salutando Napolitano con la frase di Nietzsche. «Soprattutto quelle fatte ai cittadini», conclude lui sorridendo. E noi, ci auguriamo, di averlo fatto per quanto concerne il ruolo dell’informazione.Grazie ai nostri lettori: la rete che ci sostiene.

01/06/2011