Annalisa Bucchieri

Quell’aprile senza stelle

Perdendo le stellette, con la legge 121 la polizia acquistò la vicinanza alla gente

  «Fra cittadini e poliziotti il legame si è fatto più saldo». Così nel numero di maggio di Poliziamoderna di trent’anni fa l’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni commentò l’entrata in vigore della legge 121 del 1° aprile 1981, che sui media passò alla cronaca come la “riforma” della polizia. Una riforma complessa che fece subito sorgere esigenze di chiarimenti sia da quanti operavano già nel settore sia dall’opinione pubblica che percepì immediatamente il cambiamento solo dalla scomparsa delle stellette dal bavero della divisa, ovvero nella “smilitarizzazione”. Perciò la nostra rivista dedicò diversi numeri all’approfondimento della legge 121. Risfogliare oggi quelle pagine è un’occasione straordinaria di riflessione sul clima politico-sociale difficile in cui maturò il Nuovo ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza. Gli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta furono contrassegnati dal disastro di Seveso, dai terremoti del Friuli e dell’Irpinia, dalle vittime della bomba alla stazione di Bologna e da quelle precipitate con l’aereo a Ustica. Fu la stagione dell’attacco allo Stato, dall’omicidio di Moro perpetrato dalle Br a quello dell’avvocato Ambrosoli che aveva svelato la truffa del crac Sindona. Molti poliziotti allora aiutarono la popolazione civile durante l’emergenza della nube di diossina e di quelle calamità naturali. Molti, troppi purtroppo, versarono il loro sangue «nella lotta aspra contro il terrorismo e la criminalità organizzata» che secondo Rognoni rese più consapevole quella reciproca fiducia con i cittadini, costituendo un ulteriore elemento per guardare con ottimismo agli esiti della riforma. Perdendo le stellette, la polizia acquistò la vicinanza della gente. La distanza “siderale” non solo tra civili e poliziotti ma anche tra personale maschile e femminile, tra superiori e sottoposti, si accorciò con la legge 121 . Ecco quindi l’entrata delle donne in polizia con uguale trattamento economico e prospettiva di carriera degli uomini, la nascita delle prime sigle sindacali, il delinearsi di una figura più professionalizzata, quella degli ispettori-investigatori. La polizia moderna, quella che avrebbe in seguito lavorato sul concetto di prossimità, sul valore della formazione, sulla cooperazione internazionale mosse i suoi primi passi, seppur procedendo su un percorso non lineare, da quel primo aprile.
C’è però un’altra data di aprile che vogliamo ricordare, quella di due anni in cui L’Aquila tremò per 22 secondi. I poliziotti della questura assistettero i cittadini fin da subito, pur essendo loro stessi colpiti negli affetti e nei beni dal terremoto. E ancora oggi garantiscono il servizio senza che quella ferita si stata ancora rimarginata.

01/04/2011