Cristiano Morabito

Io e Claudia

Io e Claudia

 Ha iniziato a recitare da bambina debuttando sul grande schermo diretta da Damiano Damiani in Pizza connection. Oggi Simona Cavallari è il volto di Claudia Mares, la protagonista della serie tv (prodotta dalla Taodue e prossimamente in onda su Canale5) Squadra antimafia - Palermo oggi 3.

Hai sempre interpretato ruoli da “donna forte”, da quasi bambina nella prima serie de La Piovra, fino al vicequestore Claudia Mares nelle due serie Squadra antimafia. Come ti sei trovata in quest’ultimo ruolo?
Molto bene. È il ruolo di una donna forte, sola e che non ha bisogno di aiuti per resistere. È una parte scritta in modo molto lineare e non ho trovato difficoltà ad immedesimarmi nel personaggio. Claudia ha fatto della sua missione, ossia ripulire la città di Palermo, la sua ragione di vita. È stato bello interpretare questo ruolo, anche per ciò che mi è capitato di dire e di fare sul set. Mi sono documentata e ho studiato approfonditamente gli argomenti trattati nella fiction. Uno studio anche fisico, su come cioè si muove un vero poliziotto, su come si tiene in pugno un’arma; infatti sono andata spesso al poligono, sono stata nei posti dove i poliziotti “veri” mi hanno insegnato molto su questo mestiere. L’ho presa molto sul serio, anche perché l’argomento trattato, la mafia, e il ruolo che interpreto non possono essere affrontati con leggerezza.

Essendo entrata in contatto con i veri poliziotti, che idea ti sei fatta della loro professione?
Sono entrata in un mondo che, fino a poco tempo fa, mi era sconosciuto e mi ha affascinato perché, un po’ come noi del cinema, i poliziotti non hanno orari, non hanno giorni festivi e dedicano la propria vita a qualcosa di importante. Il successo avuto dalle prime due serie è anche dovuto ai poliziotti presenti quotidianamente sul set, orgogliosi di lavorare a un qualcosa che raccontava la loro vita e la loro difficile professione.

Quanto c’è di Simona Cavallari in Claudia Mares?
Direi soprattutto la fisicità. Anche io, come il personaggio che interpreto, ho un lato maschile molto spiccato e del quale sono orgogliosa. È stato facile per me assumere l’atteggiamento di una donna forte che, tra l’altro, deve comandare un gruppo di uomini. In questo mi sono molto divertita. La durezza, però, non deve essere una caratteristica fondamentale della donna-comandante. Ho conosciuto tante poliziotte dal carattere dolce e femminile. E ciò non impediva loro di farsi rispettare dai colleghi maschi. Claudia Mares mi è molto vicina anche caratterialmente: lei non conosce vie di mezzo e va dritta allo scopo che si è prefissata, abbattendo gli ostacoli che le si frappongono. Comunque lei è un personaggio molto “sopra le righe”. Non so se nella realtà le sarebbe stato permesso di fare quel che fa nella finzione scenica. Ad esempio nella terza serie che stiamo finendo di girare, a un certo punto Claudia viene indagata e, di conseguenza, volendo continuare le indagini su un caso, si rende addirittura latitante.

Qual è l’attrice che più ti piace? A chi ti sei ispirata?
Il personaggio con cui mi sono trovata più volte a confronto è quello del tenente Ripley nella saga di Alien, interpretata da Sigourney Weaver. Un’altra donna forte e risoluta. Avendo iniziato a recitare fin da bambina, non ho mai vissuto il “fuoco sacro” dell’attore; non c’è quindi stata un’attrice che mi ha fatto dire «voglio fare questo mestiere». Ciò non toglie che io abbia dei punti di riferimento. Il più importante penso sia Anna Magnani, una donna che ha sofferto e che ha saputo mettere questo dolore al servizio della sua professione e che ha fatto di lei, forse, la più grande attrice italiana.

C’è un ruolo che nella tua carriera ti piacerebbe interpretare?
Sicuramente vorrei interpretare un ruolo brillante in una commedia, qualcosa di leggero che non ti costringe a una continua concentrazione sul set, senza bisogno di dover urlare, comandare o piangere. Purtroppo in Italia si tende un po’ a stereotipare gli attori, relegandoli sempre a un certo tipo di ruolo. Penso che un attore sia realmente “completo” quando riesce a interpretare ruoli molto diversi e distanti tra loro. Spero che un giorno me ne verrà data l’occasione.

01/11/2010