Oktoberfest allo specchio

Bolzano e Monaco di Baviera. Due città per una unica strategia: insieme c’è più sicurezza. Intervista ai questori Dario Rotondi e Wilhelm Schmidbauer

INTERVISTA AL QUESTORE DI BOLZANO
Anche quest’anno la questura di Bolzano ha collaborato con la polizia tedesca in occasione dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera. Quale è stato il compito assegnato ai nostri poliziotti?
La polizia bavarese, con la quale esistono ottimi rapporti di collaborazione, da ormai 5 anni chiede alla Polizia di Stato un aiuto per affrontare al meglio tutti quegli interventi che vedono coinvolti i nostri connazionali. L’impiego della polizia italiana, nell’ambito della cooperazione transfrontaliera, è disciplinato dall’art. 47 della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen che consente di distaccare poliziotti di uno Stato contraente presso i servizi di polizia di un altro Paese contraente. Al riguardo, il ministero degli Interni bavarese ha espresso parere favorevole all’impiego di operatori di polizie straniere all’Oktoberfest, in uniforme ed armati, esclusivamente nei servizi di prevenzione e repressione presso l’area della festa e sotto le direttive della polizia bavarese. Le competenze del nostro personale, in questo contesto, sono dunque equiparate a quelle della polizia tedesca.
È un’iniziativa che serve anche a rafforzare i rapporti di cooperazione tra i due Stati?
Certamente. La collaborazione tra le due polizie riscuote ogni anno l’apprezzamento delle autorità locali, dell’opinione pubblica, ma anche della stampa tedesca che non manca di sottolineare l’utilità, il corretto comportamento dei nostri poliziotti e il buon affiatamento con i colleghi bavaresi.
Infatti, gli agenti della Polizia di Stato offrono un prezioso contributo nel risolvere quelle situazioni di criticità che vedono coinvolti i nostri connazionali. Sono tanti i turisti che anno dopo anno si rivolgono con meraviglia, ma soprattutto con soddisfazione, agli agenti italiani , accogliendo ... ...


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01/10/2010