Raffaele Lupoli

Futuro geotermico

Pozze d’acqua calda e soffioni d’aria incandescente rappresentano una grande risorsa energetica pulita e rinnovabile

Avete mai sentito parlare di Larderello? Per capire che cos’è l’energia geotermica bisogna partire da questa frazione di un paese nel cuore della Toscana, sulle colline metallifere a sud di Volterra. Il piccolo centro, tutto di proprietà dell’Enel, è nel cuore della Valle del Diavolo, chiamata così per gli sbuffi di aria calda e solforosa di cui è disseminata. Nella zona, oltre ai soffioni, ci sono anche i lagoni, pozze di acqua calda provenienti dal sottosuolo raccolte in piccoli laghi naturali, e le putizze, superfici prive di vegetazione a causa dell’elevata temperatura e di piccoli soffioni. Ebbene, sei anni fa, esattamente il 4 luglio 2004, Larderello ha festeggiato cento anni di produzione di elettricità proprio da quei soffioni caldi che arrivano dal sottosuolo. Primato questo che fa del piccolo centro la capitale mondiale dell’energia geotermica.

Capitale del calore
Era il 4 luglio 1904, infatti, quando il principe Ginori Conti azionò un motore alimentato da vapore geotermico e accese le prime cinque lampade della storia della geotermia. Undici anni dopo, nel 1915, entrò in esercizio la prima centrale, con due gruppi da 2.570 KW di potenza e torri di raffreddamento in legno. Da allora la produzione di energia elettrica da vapore endogeno ha avuto un grande sviluppo mettendo in esercizio molte centrali geotermiche. In particolare, la centrale di Larderello produce un quarto del fabbisogno di energia elettrica della Toscana. La produzione energetica di questo sito fa registrare una continua crescita da oltre 100 anni, il che significa che la risorsa è completamente rinnovabile e può essere utilizzata e sviluppata senza depauperare la materia prima: evidentemente il calore delle rocce del sottosuolo è ... ...


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01/07/2010