Cristiano Morabito

Formazione continua

Con più di 100 anni di storia, la Scuola superiore di polizia accoglie i futuri dirigenti preparandoli ad affrontare nuove sfide al passo con i tempi. Il direttore Gerardo Cautilli spiega le novità

La libertà trae nutrimento dal sapere e dalla cultura. Questo è il motto, tradotto dal latino “Scientia alitur Libertas”, che, insieme ad un libro aperto con al centro lo stemma della Repubblica italiana ed una sciarpa tricolore, simbolo del magistero del funzionario della ps, compone il logo della Scuola superiore di polizia di Roma: il centro in cui vengono formati tutti i funzionari ed i dirigenti della Polizia di Stato.
La storia comincia più di cento anni fa (nel 2012 saranno centodieci), nel 1902, quando Salvatore Ottolenghi, titolare della cattedra di medicina legale presso l’Università di Siena, organizzò il primo corso per 35 funzionari istituendo così, presso il carcere romano di Regina Coeli, nel cuore del quartiere di Trastevere, la prima “Scuola di polizia scientifica”. Nel 1925, all’interno di due strutture delle “Carceri Nuove” e delle “Mantellate”, viene quindi istituita la Scuola superiore per la formazione dei funzionari (nel ’29 la componente militare del Corpo fondò la Scuola ufficiali e sottufficiali nella attuale sede del quartiere Flaminio) che, sul finire degli Anni 50, venne trasferita, sempre a Roma, in una struttura nel quartiere Eur (e a questa nel ’59 si unì anche la polizia femminile), per trovare nel 1964 la sua definitiva collocazione all’interno degli edifici di via Pier della Francesca, attuale sede della Scuola. La storia continua e con la riforma del 1981, grazie all’unificazione delle tre anime della polizia (funzionari di ps, corpo di polizia femminile e corpo delle guardie di ps), nasce l’Istituto superiore di polizia che mantiene un sistema “a doppio binario” per l’accesso alla carriera di funzionario. Infatti oltre all’ingresso di allievi già in possesso di un diploma di laurea, il cui corso durava 9 mesi, venne introdotto il cosiddetto “corso quadriennale”, al quale potevano accedere, tramite concorso, tutte le persone in possesso di un diploma di scuola media superiore. Terminati i quattro anni di corso, durante i quali gli allievi conseguivano il titolo di laurea in giurisprudenza, questi ultimi venivano avviati ad un ulteriore periodo di formazione della durata di nove mesi.
Questo sistema resta in vigore fino al 2004, anno in cui, seguendo le direttive emanate dal dlgs 334/2000, cessa di esistere il sistema “a doppio binario” per lasciare spazio ad un nuovo tipo di accesso ai ruoli, insieme ad un metodo d’insegnamento completamente diverso da quello del passato. Oggi i funzionari accedono ai ruoli essendo già in possesso di una laurea specialistica (giurisprudenza o scienze politiche) attraverso il superamento di un concorso altamente selettivo che, oltre alle classiche prove scritte, orali e psicoattitudinali, prevede anche il superamento di alcune prove fisiche. Rispetto al passato in cui per il periodo di frequentazione del corso avevano la qualifica di “allievi”, con l’innovazione dettata dal dlgs 334/2000 i neo funzionari acquisiscono già dal primo giorno in cui entrano nella scuola la qualifica di commissario (e conseguentemente le attribuzioni di ufficiale di ps e di pg) e, dopo i due anni di corso, durante i quali conseguono un master universitario di secondo livello in “Scienze della sicurezza”, iniziano il servizio con quello di commissario capo.
«Presso questa scuola – dice Gerardo Cautilli, direttore della Scuola superiore di polizia – tendiamo a fornire ai frequentatori una formazione “a tutto campo”, e lo dice anche il titolo del master che qui si consegue, alternando momenti di insegnamento accademico con le materie professionali e i tirocini presso i diversi uffici».
La Scuola superiore è cambiata rispetto al passato e oggi vuol essere un vero e proprio “polo” della formazione della classe dirigente dell’Amministrazione della ps. E ne è dimostrazione il fatto che presso la struttura di via Pier della Francesca si svolgono numerosi corsi per la “formazione iniziale” e non solo: dai commissari ai direttori tecnici, dai medici ai corsi dirigenziali e di progressione in carriera, fino ad arrivare ai funzionari del Corpo Forestale dello Stato che, anch’essi dopo due anni di corso, conseguono il master universitario di secondo livello in “Scienze della sicurezza ambientale”. Insomma una vera e propria “Universitas studiorum” della sicurezza a tutto campo.
Si diceva, appunto, non solo formazione iniziale. Infatti presso la Scuola superiore si svolgono anche i corsi per l’accesso alla qualifica di primo dirigente, della durata di tre mesi. «Il corso dirigenziale – continua Cautilli – è uno dei nostri fiori all’occhiello, ma è anche uno dei più delicati. Infatti, a differenza del biennale dove in corso d’opera è possibile effettuare qualche aggiustamento ai programmi, per un corso di tre mesi non si può sbagliare la programmazione, altrimenti si rischia di vanificarlo».
E la Scuola superiore di polizia è un motore d’insegnamento continuamente e costantemente acceso, la cui espressione principale è quella che viene chiamata “formazione permanente e ricorrente”, la cui realizzazione, oltre che sui frequenti seminari e conferenze internazionali che si tengono presso la palazzina “Trevi” all’interno della struttura, si basa sui corsi di progressione in carriera, della durata di tre settimane, e dedicati ai vice questori aggiunti ed ai primi dirigenti. Questi corsi sono, ovviamente, modulati in maniera diversa rispetto a quelli di formazione iniziale e prevedono un periodo di didattica “frontale” in aula con i docenti ed un altro di studio “a distanza”.
Una formazione continua, che non si ferma alle sole ore di lezione o di studio individuale, ma che va avanti durante tutto l’arco delle 24 ore. Infatti un’altra novità rispetto al passato è quella della compresenza nella stessa struttura di più corsi dedicati alle varie qualifiche. «Questo – dice il direttore della Scuola – è uno dei valori aggiunti rispetto alla vecchia formazione. Pensiamo all’importanza che può avere per un giovane commissario non solo incontrare un frequentatore del corso dirigenziale, ma anche scambiare con lui le proprie esperienze durante un momento al di fuori della didattica. E lo è soprattutto per chi viene dalla vita civile e non ha mai avuto, prima d’ora, contatti con un’Istituzione come la nostra. Tutte esperienze che non fanno altro che arricchire il proprio bagaglio professionale, anche, perché no, dal punto di vista del semplice linguaggio del poliziotto. Questa è una formazione senza soluzione di continuità».
Quindi una formazione che va di pari passo anche con l’evoluzione dei tempi e, di conseguenza, di un’Amministrazione che si sta sempre di più trasformando in un’azienda il cui prodotto è la sicurezza. Ed all’interno di un’azienda chi deve gestirla sono i manager. «Un funzionario, o un dirigente di polizia oggi – prosegue Cautilli – deve anche essere un manager. Deve saper gestire moderne risorse strumentali e tecnologiche, ma deve soprattutto saper guidare e motivare il personale, che è l’aspetto più delicato, perché la nostra Amministrazione si caratterizza per un elevatissimo potenziale umano. Sta alla capacità del neo-manager della sicurezza capire quali siano le migliori sinergie da mettere in atto affinché risorse tecnologiche ed umane possano essere le più efficienti ed efficaci possibile. E noi qui li prepariamo ad affrontare tutto questo, anche a cercare di conoscere meglio se stessi e le proprie potenzialità».
In quest’ottica la Scuola superiore si è aperta al confronto con il mondo esterno, con altre realtà sia didattiche (come le università di Roma, Napoli e Catania) sia completamente al di fuori della realtà della Polizia di Stato. Esempio ne è l’iniziativa “Non solo sicurezza”. Nato nell’ambito di un corso dirigenziale, questo progetto ha la finalità di mettere in contatto i corsisti con dirigenti d’azienda e con personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura che ad una prima occhiata potrebbero sembrare totalmente avulsi dal “nostro” mondo, ma che, “riletti” in chiave manageriale, riescono a dare un ulteriore apporto alla formazione del futuro funzionario o dirigente. «Sono persone – dice il direttore – che prima di tutto hanno imparato a gestire se stessi e che hanno avuto successo». E si tratta di personaggi del calibro del CT della Nazionale Marcello Lippi, di scienziati come Antonino Zichichi, di cantanti quali Franco Battiato, o come l’arbitro internazionale Pierluigi Collina «forse uno dei più vicini a noi – continua il direttore – Anche lui, come noi del resto, deve prendere delle decisioni importanti in un breve lasso temporale».
Ed una delle nuove funzioni che la scuola (formalmente denominata come “Istituzione di alta formazione e cultura”) ha assunto negli ultimi anni è quella di essere un ente “servente” per tutta l’amministrazione della pubblica sicurezza. Infatti, attraverso l’idea del “Project work”, tutti i lavori, le tesi e le elaborazioni dei corsisti di ogni ordine e livello, verranno messi a disposizione di tutti attraverso un portale dedicato. Una promanazione del concetto di formazione continua, vero e proprio fine cui la scuola tende. «Noi – conclude Cautilli – l’abbiamo chiamata la “formazione del fare” e già ne stiamo vedendo i primi frutti. Infatti penso che due anni di formazione siano tanti, ma allo stesso tempo brevissimi».


Investire nella cultura
«Investire in formazione e in cultura, cominciando dalla scuola». Così si è espresso il ministro dell’Interno Roberto Maroni lo scorso 15 aprile in occasione della consegna del “Premio Palatucci”, sottolineando l’importanza della formazione della classe dirigente della pubblica amministrazione e, nello specifico, di tutte le branche che costituiscono il ministero da lui diretto. Si chiama, infatti, “Viaggio nella formazione” l’iniziativa del sito www.interno.it; una sorta di viaggio settimanale nelle scuole che formano i prefetti e i funzionari e dirigenti di Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. Infatti sul sito del ministero dell’Interno, a cura dell’ufficio Comunicazione istituzionale, con cadenza settimanale, la home page ospita una sezione dedicata alle strutture d’insegnamento dell’Amministrazione. Un viaggio approfondito nella formazione arricchito di filmati, immagini e documenti; tra questi una videointervista al direttore della Scuola superiore di polizia Gerardo Cautilli e ad una neo funzionaria che racconta la sua esperienza all’interno di questoistituto. Le puntate riguarderanno, oltre alla scuola dei funzionari della Polizia di Stato, anche la Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, le scuole di perfezionamento delle forze di polizia ed il Sistema integrato di formazione dei Vigili del Fuoco.

Irene Midili

01/06/2010