Antonio Manganelli

La forza della legalità

Il 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato è la gioiosa festa dei poliziotti, delle loro famiglie e dei tanti cittadini che amano questi ragazzi, sempre pronti a difendere la gente onesta. Il primo pensiero di chi ha l’onore di avere la responsabilità di guidare le donne e gli uomini che tanto si prodigano per la tranquillità e la serenità del Paese è, quindi, ispirato ad un forte sentimento di riconoscenza per i sacrifici che ognuno di loro profonde quotidianamente.
Sono convinto che queste giornate di celebrazione costituiranno per il Paese intero un’ulteriore occasione per esprimere gratitudine per il lavoro di questi ragazzi, fatto anche di tanti piccoli, ma importanti, gesti che ogni giorno ed ogni notte testimoniano l’attenzione dedicata dalla Polizia di Stato ai mille problemi che incidono sul sentimento di sicurezza di ognuno di noi.
Certamente, poi, la cifra più evidente, più “mediatizzabile”, del loro lavoro è rappresentata dai grandi accadimenti, spesso molto drammatici, o dai “numeri” che complessivamente si esprimono nell’arco di un certo periodo di tempo, o, ancora, dagli arresti “eccellenti”, e così via.
Basti pensare alla straordinaria opera di soccorso e di sicurezza pubblica assicurata in occasione dell’immane tragedia che ha colpito L’Aquila e la sua provincia; un’attività continua, mai interrotta, sancita anche dal collaterale impegno profuso per consentire ai “grandi” della terra, in occasione del G8, di rendersi direttamente conto degli incalcolabili danni causati dalla catastrofe tellurica.
Ed anche sul fronte dei risultati – per intenderci, quelli statisticamente misurabili – i dati sull’andamento della criminalità nel nostro Paese parlano chiaramente di un calo. Il Ministro dell’Interno ha riferito in Parlamento che nel 2009 c’è stata una diminuzione del 6% di tutti i delitti rispetto all’anno precedente, con particolare riferimento ai cd reati di strada, come i furti in abitazione e negli esercizi commerciali (meno 6,2%). Per le rapine in abitazione si registra, poi, una riduzione del 14,6%, mentre per le rapine negli esercizi commerciali del 23,7%.
Anche sul versante dell’immigrazione clandestina, che pure alimenta un forte senso di insicurezza, i dati dicono che al 31 dicembre del 2009 si registra una riduzione degli sbarchi rispetto al 2008 del 74% su base annua: 36.951 nel 2008, 9.573 nel 2009. Se poi consideriamo il periodo che intercorre dall’inizio dell’applicazione dell’accordo con la Libia, la diminuzione è addirittura del 90%.
Nel novero dei risultati conseguiti, poi, va doverosamente citata l’incalzante ed ininterrotta serie di catture di pericolosi latitanti portate a termine sia nel nostro territorio che all’estero: oltre ad essere così finiti dietro le sbarre decine di boss di cosa nostra, della ‘ndrangheta, della camorra e della criminalità pugliese, sono stati sequestrati e confiscati ingenti patrimoni illecitamente accumulati.
In questa sede, mi pare necessario segnalare come il contrasto alla criminalità organizzata e transnazionale sia il frutto di un’articolata strategia internazionale, fatta di accordi, protocolli, patti bilaterali e multilaterali, sottoscritti dal nostro Paese con decine di Stati stranieri, mirando ad un unico obiettivo: quello di sommare le intelligence, le politiche di prevenzione e le capacità investigative delle Polizie nazionali per far fronte comune contro una criminalità sempre più globalizzata.
Punto di forza di tale strategia è naturalmente la collaborazione sempre più salda che caratterizza le forze di polizia dell’Unione Europea. Mi piace ricordarla perché l’Europa è il tema di fondo per il 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato: quest’anno, infatti, entra in vigore il Trattato di Lisbona, che innova l’organizzazione dell’UE e, in particolare, pone la sicurezza, insieme con libertà e giustizia, al centro delle priorità comunitarie. L’Unione Europea, anche grazie alla clausola di solidarietà presente nel Trattato, sarà meglio attrezzata per combattere le organizzazioni che favoriscono l’immigrazione clandestina, la criminalità ed il terrorismo.
Ma il 2010 si caratterizza anche per un altro aspetto, meno conosciuto, ma comunque per noi importantissimo: la presenza da 50 anni delle donne nella Polizia di Stato. Consentitemi di parlarne, con molto orgoglio, annoverandolo tra i grandi risultati che il Corpo ha conseguito: il loro contributo di intelligenza e capacità operativa non ha eguali. Negli ultimi anni la presenza delle donne è raddoppiata, arrivando a coprire, con successo, ogni genere di incarico, rendendo ridicoli preconcetti o, addirittura, pregiudizi da qualcuno espressi sulle loro potenzialità professionali.
Il momento di gioia e di giusta soddisfazione, però, deve sempre essere accomunato al doveroso, commosso pensiero per quanti non hanno esitato ad immolare la propria vita per difendere la gente dal crimine.
Tutti noi, io per primo, dobbiamo onorarne la memoria ed essere vicini alle famiglie che li piangono. Ed il modo migliore è quello di continuare a lottare con tutte le nostre forze contro il crimine, per un Paese migliore e più giusto, perché il loro sacrificio non sia vano.

Il Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza
Antonio Manganelli


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01/05/2010