Raffaele Lupoli

Se il pellet scotta troppo

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Il combustibile ottenuto dagli scarti di legno vergine fatica a farsi strada nel nostro Paese. Per la mancanza di una legislazione adeguata e per i sequestri di materiale con tracce di radioattività. Ma l’Europa è intervenuta a mettere ordine

Costa poco, produce pochi residui di cenere ed è comodo da utilizzare. In più, se fatto bene, non inquina e “neutralizza” le emissioni di CO2. Insomma, a giudicare dalle caratteristiche, il pellet potrebbe rappresentare la nuova frontiera del riscaldamento di interni. La stessa lavorazione di questi piccoli cilindretti di varie misure ad elevata densità ottenuti da segatura compressa consente di utilizzarli come combustibile per stufe, camini e caldaie.

Vantaggi energetici
In Paesi più freddi del nostro come la Germania il riscaldamento a pellet è già molto diffuso soprattutto negli edifici pubblici e commerciali di grandi dimensioni, anche grazie agli incentivi dello Stato e delle singole regioni. Secondo la Depv, l’Associazione tedesca dell’energia prodotta da pellet, soprattutto le amministrazioni comunali tendono a sostituire i vecchi sistemi di riscaldamento tradizionali negli edifici non residenziali, come scuole, asili, piscine. Ma a determinare la scelta contribuiscono anche altri fattori. Tra le molle che spingono ad investire in pellet c’è il risparmio nell’acquisto di carburante e la certezza di un ammortamento dei costi a breve termine. Dal punto di vista della spesa le municipalità possono ridurre fino al 50% i costi del carburante, sostituendo i pellet al gas naturale e al gasolio. È poi possibile fare previsioni sul lungo periodo dei costi energetici che non sono soggetti, nel caso della biomassa, a importanti fluttuazioni di mercato. Infine, secondo gli esperti, gli impianti a pellet di grandi dimensioni si ammortizzano in soli 5-8 anni e a impianti di maggiori dimensioni corrispondono spese proporzionalmente inferiori.

Sequestri radioattivi
Perché allora in Italia se ne parla ancora poco? Le ragioni sono tante, alcune delle quali legate agli interessi di chi propone tecniche di riscaldamento che fanno ricorso ad altre fonti energetiche. Ma l’evento che ha contribuito a gettare ombre sul ... ...


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01/10/2009