Umberto Galimberti

Povertà

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Una società come la nostra che tende a percepirci solo come consumatori, capaci di rispondere positivamente alle tentazioni del mercato per mantenerlo attivo e scongiurare la minaccia della recessione, crea, secondo Zygmunt Bauman, una nuova classe di poveri i quali, a differenza di quelli di un tempo, che tali erano perché non riuscivano a inserirsi nei processi di produzione, oggi sono colpevoli di non contribuire al consumo e, «in quanto non consumatori o consumatori inadeguati e difettosi, sono un peso morto, una presenza totalmente improduttiva».
Configurandosi come una pura perdita, un buco nero che inghiotte servizi senza nulla restituire, con i poveri, per la loro inutilità e perché nessuno ha bisogno di loro, si può praticare la “tolleranza zero”. Si può bruciar loro le tende se vivono accampati, come spesso ... ...


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01/06/2009