Valentina Pistillo

Tutti i "punti" di Carlo

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Re del quiz preserale, intrattiene milioni di telespettatori. Cresciuto con il mito della velocissima Giulietta, il popolare conduttore parla del suo rapporto con la legalità

Simpatico, solare e carismatico. Sarà per questo che Carlo Conti, professionista dello share, riesce e tenere inchiodati milioni di spettatori di ogni età davanti alla televisione. E non è un caso che, anche nel 2009, abbia vinto il premio “regia televisiva” come personaggio maschile dell’anno, arrivato tra i primi dieci col programma I migliori anni. Piace per il suo linguaggio pulito, senza doppi sensi, spontaneo, piace per il suo umorismo irriverente, tipicamente toscano. Anche un pomeriggio, come quello dell’intervista, passato in un asettico camerino degli studi di registrazione Rai, alla Dear di Roma, è piacevole ed insolito per le simpatiche battute del presentatore.
Quando gli chiediamo come ricorda i suoi esordi, nella terra che ha dato i natali a molti uomini di spettacolo, Carlo Conti parla di background e di tanti anni di gavetta.
Da giovanissimo si esibiva nei locali con i suoi amici Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello. Ci racconta come ha iniziato la carriera?
Leonardo l’ho conosciuto nel 1982, Giorgio qualche anno più tardi. Con loro cominciai le mie avventure televisive, dalle sagre paesane agli spettacoli. Ho condotto un programma intitolato Vernice fresca, in onda su Teleregione. Girando nelle discoteche, nei bar, nei pub e nei locali dove si ritrovavano i giovani e realizzando divertenti interviste. Sulla stessa emittente ho presentato Succo d’arancia.
La trasmissione lanciava una nuova generazione di comici toscani, tra cui Pieraccioni e Panariello, che recitavano in vari spettacoli teatrali. Sono dunque partito dalla gavetta, quella che ti insegna tutto. Questa è la fase più importante per un artista. Oggi però non si fa più, perché si vuole arrivare subito al successo. Ho avuto la fortuna di farla con due fuoriclasse come loro, inventando spettacoli e programmi. Ricordo con entrambi di aver realizzato, a teatro, Fratelli d’Italia e la trasmissione in prima serata Su le mani, con Giorgio. Abbiamo lavorato insieme fino a circa quindici anni fa, poi ognuno ha preso la sua strada, per realizzare singolarmente qualcosa di interessante.
Prima di presentare varie anteprime di Miss Italia, ha fatto anche programmi per i ragazzi?
Per un conduttore la tivù dei ragazzi è un passaggio fondamentale. Ci si deve rivolgere al pubblico più esigente e attento, che è quello dei più piccoli. Sono particolarmente severi nel giudicare. A loro non puoi dire

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01/06/2009