Cristiano Morabito

Un salto sulla Luna

Lasciata alle spalle l’esaltante carriera agonistica, Fiona May si mette di nuovo in gioco come attrice di fiction

Se ci basassimo, senza conoscere la persona, solo sull’etimologia del suo nome di origine gaelica, saremmo completamente fuori strada. Infatti alla voce Fiona si legge: “Dalla carnagione chiara” o “dai capelli biondi”. Ma, evidentemente, in questo caso la locuzione latina “nomen omen” non trova alcun riscontro positivo. Con le sue dieci medaglie (4 d’oro, altrettante d’argento e 2 di bronzo) conquistate “saltando in lungo” tra campionati mondiali, europei ed Olimpiadi, Fiona May è una delle più titolate sportive italiane. Nata in Inghilterra 39 anni fa da genitori giamaicani e naturalizzata italiana nel 1994, dopo il matrimonio con l’astista-lunghista azzurro Gianni Iapichino, oggi Fiona è mamma di una bambina di sei anni di nome Larissa e si è ritirata dalle competizioni agonistiche per dedicarsi alla nuova carriera di attrice. L’abbiamo incontrata sul set romano di “Butta la luna 2”, séguito della fortunata fiction Rai, ambientata vent’anni dopo la prima parte (che si svolgeva negli Anni ’80) e che vedremo prossimamente in tv.
Quello dell’integrazione è il fil rouge della fiction. Uscendo dalla finzione scenica, lei nella realtà vent’anni fa era in Italia, ha potuto vedere qualche differenza sostanziale nell’atteggiamento degli italiani verso lo straniero in genere?
Devo dire che l’atteggiamento è cambiato molto. E lo si vede anche nel mio lavoro. “Butta la luna” è una fiction che parla dei problemi di una donna di colore in Italia ed è andata in onda sulla rete ammiraglia della Rai. Anche questo è un segno dei tempi che cambiano. In più è stato un successo per il pubblico italiano che, evidentemente, è maturo per questo cambiamento. Una volta c’era molta curiosità, se non diffidenza, verso una coppia formata da un bianco e una nera, come la mia. ... ...


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01/01/2009