Raffaele Lupoli

Linfa violata

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Inquinati, derubati e male utilizzati. I fiumi italiani sono la Cenerentola delle acque del Belpaese. Le storie e i dati dell’assalto ai nostri corsi fluviali

I mari italiani diventano sempre più puliti, ma non si può dire altrettanto dei fiumi, la cui qualità è insidiata da foci sempre più sporche, scarichi illegali, furti d’acqua, prelievi abusivi di sabbia. Lo sversamento illegale di prodotti inquinanti nei corsi d’acqua mette a dura prova non solo il loro ecosistema, ma anche le attività agricole e zootecniche dei territori circostanti. Sono stati ben 6.333 i reati rilevati dal 2003 al 2006 a danno dei fiumi italiani, più di 4 ogni giorno. Di questi 4.981 sono amministrativi e 1.352 penali. Un’azione criminale che può avere anche serie ripercussioni sulla salute dei cittadini. A questo si aggiunge di frequente la mancata depurazione. E pensare che è proprio dai fiumi che prendiamo l’acqua potabile o quella per irrigare i nostri campi. Gli ultimi rilievi disponibili sono quelli di Goletta verde, che ogni anno percorre le nostre coste per monitorare la qualità dei mari e delle foci dei fiumi. Ebbene, se le acque costiere risultano pulite nel 92% dei punti analizzati, per i fiumi il quadro non è affatto confortante.

Scarichi incivili
La situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno, con inquinamento rilevato nel 78% dei campioni analizzati. Sono state eseguite 80 analisi, 43 delle quali hanno indicato alti valori di polluzione microbiologica (solo 18 campioni sono risultati “puliti”). Salgono al 54% (contro il 47% del 2007) le foci gravemente inquinate, con uno o più parametri almeno dieci volte superiori ai limiti di legge. «La maglia nera – rileva il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – va alla Campania, mentre Toscana e Puglia sono le regioni con meno ... ...


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01/12/2008