Annapaola Palagi

Prove d’inchiostro

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Un semplice tratto di penna è in grado di rivelare molte cose, basta saperle leggere. Le tecniche di analisi e di confronto della scrittura messe in atto dagli esperti della Scientifica

Esiste un archivio, una sorta di banca dati, che contiene tutti i documenti eversivi e le rivendicazioni, manoscritte o dattiloscritte, dei gruppi terroristici che la Polizia di Stato ha trattato dagli Anni ’70 ad oggi. È custodito negli uffici della polizia scientifica e in particolare della sezione “identità grafica” della 2^ Divisione. «Una raccolta unica che abbiamo solo noi e che contiene anche lettere minatorie, missive anonime e “pizzini” della criminalità organizzata», dice il direttore della Divisione Nicola Cimino.
Ma cosa sono le indagini grafiche e come si svolgono lo spiega il responsabile della sezione “identità grafica”, il direttore tecnico Lorenzo Rinaldi. «Si tratta di accertamenti tecnici finalizzati, nella maggior parte dei casi, a identificare la persona che ha scritto un determinato documento».

Dimmi come scrivi
In questa speciale sezione della polizia scientifica, spiega ­Rinaldi, ­ non si trattano solo gli scritti legati a gruppi terroristici ma, anche e soprattutto minacce o richieste di riscatto, per individuare la mano dell’autore; testamenti o assegni bancari, per valutare l’autenticità delle firme. In alcuni casi di rapimento, come ad esempio quello di Silvia Melis – figlia di un imprenditore, rapita in Sardegna nel 1997 e liberata 265 giorni dopo – il nostro lavoro è servito «a confermare che la lettera inviata alla famiglia, come dimostrazione della sua esistenza ancora in vita, era veramente stata scritta da Silvia». In poche parole il lavoro degli “esperti di grafia” serve a poter dire – con più o meno certezza – se un testo corrisponde o meno alla mano di chi si ritiene possa esserne l’autore. Il riscontro «deve fornire dati ... ...


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01/12/2008