Maria Matrullo

Soldi truccati

Quasi mezzo milione di biglietti contraffatti intercettati in tre anni nel nostro Paese, mentre le stamperie clandestine affinano sempre più le tecniche di riproduzione

I biglietti ispirati ai diversi periodi della storia dell’architettura europea, entrati in circolazione nel 2002, saranno gradualmente sostituiti negli anni futuri, in base ad un programma tipico di tutti gli istituti di emissione. Le nuove banconote, in ogni caso, non saranno graficamente troppo diverse dalle precedenti, per non confondere i cittadini che hanno da poco familiarizzato con la moneta unica. L’obiettivo è, invece, quello di migliorare ulteriormente le caratteristiche di sicurezza, in modo da spiazzare di nuovo e da capo i falsari i quali, superato lo stallo dei primi anni successivi alla comparsa dell’euro, sembrano aver acquistato più dimestichezza con le tecniche di riproduzione dei biglietti. Il giro nostrano della contraffazione – che in tre anni e mezzo, da gennaio 2005 a luglio 2008 ha prodotto 464.495 banconote contraffatte e intercettate – infatti è di nuovo in crescita e le stamperie clandestine ora coniano anche monete metalliche false, rese più appetibili dal loro maggior valore rispetto alle vecchie monete in lire.
Il risultato è un’impennata della riproduzione delle monete, in particolare di quelle da 2 euro, la cui falsificazione, nel periodo compreso tra gennaio e giugno scorsi, è cresciuta del 418,73% rispetto allo stesso periodo del 2007. E se i 2 euro “taroccati” vivono un vero e proprio boom, è consistente anche l’incremento dei tentativi di riprodurre le monete da 1 euro (+125,4%) e da 50 centesimi (+130%).
A rendere noti i dati è il periodico “Rapporto statistico sulla falsificazione dell’euro” che viene redatto dall’Ucamp, l’Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento del Dipartimento del tesoro.
Complessivamente sono 529 le segnalazioni di monete sospette, relative al sequestro o al ritiro di 11.848 pezzi, di cui 11.464 da 2 euro. I dati che emergono dal confronto con lo stesso periodo del 2007 sono rappresentati da un incremento pari al 127% del numero di segnalazioni pervenute e un aumento del 398,23% delle monete ritirate e sequestrate dal circuito monetario internazionale.
Per quanto riguarda le banconote, invece, nel corso del primo semestre del 2008 sono state trasmesse complessivamente 35.987 segnalazioni di sospetti casi di falsità da parte delle forze di polizia e degli intermediari finanziari, con un aumento del 5,47% rispetto ai primi sei mesi del 2007, mentre il numero dei biglietti ritirati dalla circolazione o sequestrati, che ammontano a 241.515 pezzi, è cresciuto del 294,51%. L’84,83% dei biglietti sospetti di falsità, vale a dire 204.885 banconote, è stato sequestrato dalle forze di polizia, la cui attività – si legge nel rapporto – «ha prodotto dati rilevanti in corrispondenza di mirate attività di contrasto al fenomeno».
I falsari sembrano essersi concentrati soprattutto sulla riproduzione del taglio da 50 euro, che risulta pari all’87,41% del totale dei biglietti ritirati o sequestrati.
A livello territoriale, sono le regioni del Sud quelle nelle quali si è registrata la maggiore concentrazione dei ritiri e dei sequestri (203.914 banconote, di cui oltre 200mila solo in Puglia), seguite dalle regioni del Nord-Ovest (16.469, prima fra tutte la Lombardia).
Banconote e monete sospette, una volta individuate, vengono sottoposte a perizia rispettivamente dalla Banca d’Italia e dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato.
A questo punto si impone una premessa. I dati del sito della Banca d’Italia non sono confrontabili con quelli del rapporto dell’Ucamp, poiché i primi si riferiscono alle banconote trovate in circolazione, ricevute dal Centro di analisi nazionale della Banca ed effettivamente riconosciute false, i secondi riguardano invece le segnalazioni di sequestro e comprendono anche le banconote sequestrate prima della immissione in circolazione (quindi anche i grossi quantitativi trovati nelle stamperie clandestine).
Ciò chiarito, al 1° semestre del 2008, secondo il sito della Banca d’Italia, erano 73.889 le banconote accertate come false, con un incremento pari al 18,2% rispetto al secondo semestre del 2007. In particolare, il taglio da 20 euro rappresenta, per detto semestre, quello maggiormente riscontrato come falso, con 28.653 esemplari (38,78% del totale), seguito da quello da 100 euro (32,04%).
In lieve crescita anche i falsi su scala comunitaria. Nella prima metà del 2008 – rende noto la Banca centrale europea – sono stati ritirati complessivamente dalla circolazione 312mila biglietti in euro contraffatti, con un incremento del 5,4% rispetto al quantitativo di banconote non autentiche rinvenute nei sei mesi precedenti. La quasi totalità delle contraffazioni (98%) è stata riscontrata nei Paesi dell’area dell’euro.
In Italia, complessivamente, il valore nominale del falso supera al momento i 4,5 milioni di euro, ma il giro d’affari della contraffazione potrebbe in realtà essere ancora più elevato, considerando che non tutte le banconote e le monete ritirate dalla circolazione “vengono immediatamente periziate”. Infatti, mentre gli intermediari finanziari sono tenuti al rispetto di un obbligo temporale (pari a 20 giorni dalla individuazione) previsto dalla legge per trasmettere le banconote al Centro nazionale di analisi della Banca d’Italia, per le forze di polizia l’inoltro del contante sequestrato è invece condizionato dal rilascio del nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria, e questo fa ritardare i tempi.
«La consistenza con cui il fenomeno continua a manifestarsi – conclude il rapporto dell’Ucamp – unitamente alla considerazione che i sequestri di polizia, in correlazione al rinvenimento della stamperia clandestina, spesso concernono ingenti quantitativi di denaro, confermano l’interesse delle organizzazioni criminali al settore della falsificazione nummaria».
Basti pensare che, in termini strettamente economici, la falsificazione dell’euro incide su ogni cittadino residente in Italia per 0,07 centesimi di euro e ogni 723 persone circa si riscontra una banconota o una moneta contraffatta.


Chi difende l’euro
La circolazione dell’euro oltrepassa non solo i confini nazionali, ma anche quelli dell’Unione europea. Le banconote e le monete in euro infatti sono utilizzate dagli oltre 300 milioni di cittadini comunitari per effettuare pagamenti in contante, ma una quota pari al 10-20% del valore dei biglietti in circolazione viene usata al di fuori dell’area dell’euro.
La moneta unica dunque attrae inevitabilmente l’interesse dei falsari, la cui attività può essere fermata soltanto attraverso la massima cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella lotta alla contraffazione. Ecco perché il Consiglio dell’Unione europea ha definito un dispositivo comunitario di protezione delle banconote e delle monete in euro dalle falsificazioni.
L’obiettivo principale è la creazione di un sistema integrato di informazioni, che devono essere condivise fra i vari organi nazionali ed internazionali competenti; nel caso dell’Italia, la Banca d’Italia, l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, il Comando antifalsificazione monetaria dell’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, l’Ufficio centrale italiano del falso monetario (Ucifm) e l’Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento (Ucamp) del ministero dell’Economia sono collegati ad un database centrale, il Counterfeit monitoring system (Cms), che raccoglie tutti i dati tecnici, statistici e geografici relativi alle falsificazioni di banconote e monete in euro, rinvenute in tutto il mondo.
A livello internazionale, il Cms può essere consultato, naturalmente, dalla Banca centrale europea e dall’Europol. La raccolta e lo scambio dei dati sulla falsificazione dell’euro spettano all’Ucamp, mentre la Banca d’Italia e la Zecca dello Stato si occupano rispettivamente della perizia delle banconote e delle monete sospette di falsità.
La centralizzazione di tutti i dati utili a facilitare le indagini e a migliorare la prevenzione e la repressione del fenomeno della contraffazione compete infine all’Ucifm (Ufficio centrale italiano del falso monetario, che ha composizione interforze – Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza – ed è incardinato nel Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del ministero dell’Interno) per quanto riguarda i sequestri effettuati dalle forze dell’ordine.
I cosiddetti “gestori professionali del contante” (principalmente banche, uffici postali, società di custodia e trasporto del denaro ed uffici di cambio) hanno l’obbligo giuridico di ritirare dalla circolazione le banconote ricevute qualora abbiano la certezza oppure ragionevole motivo di credere che siano esemplari falsificati e di consegnarle alla Banca d’Italia, in particolare al Centro nazionale di analisi del Servizio cassa generale. Le informazioni disponibili sono memorizzate nel database centrale Counterfeit monitoring system.


Banconote sospettee: cosa fare?
Chiunque ha dubbi sulla legittimità di una banconota in suo possesso non deve tentare di spenderla, perché questo comportamento costituirebbe un reato. Deve invece contattare le forze di polizia fornendo quanti più dettagli possibili riguardo alla provenienza del biglietto, oppure deve far esaminare la banconota da addetti agli sportelli delle banche, degli uffici postali o delle filiali della Banca d’Italia.
Costoro, se ritengono che la banconota sia falsa, hanno l’obbligo di ritirarla dalla circolazione e di inviarla alla sede centrale della Banca d’Italia, dove sarà sottoposta a perizia.
Se la Banca d’Italia accerta la legittimità della banconota, il cittadino che l’ha presentata viene rimborsato senza alcuna trattenuta. Al contrario, non è dovuto alcun rimborso in caso di conferma della falsità del biglietto.
Presso gli sportelli della Banca d’Italia è possibile anche richiedere la sostituzione di una banconota logora, danneggiata o mutilata.
Se avete dubbi sull’autenticità di una banconota potete inoltre consultare la banca dati on line, gestita dal Sistema informativo interforze del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno (http://coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/Banconote/cerca_banco.htm).
Inserendo il numero del biglietto, saprete in tempo reale se esso risulta inserito o meno nell’archivio delle banconote contraffatte. Al momento sono oltre 220mila le ricerche già effettuate sul web.
È ad accesso ristretto invece l’Euro check web site, che contiene informazioni sulle contraffazioni delle banconote in euro, utili per la verifica. Il sito internet, predisposto dalla Bce, è riservato ad autorità di polizia, istituzioni creditizie e produttori di apparecchiature per la selezione del contante.
Gli utenti, per poter consultare le informazioni, devono essere appositamente autorizzati da una delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema, dalla Bce o dall’Europol.
Gianluca Picardi

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01/12/2008