Anacleto Flori

Ieri, oggi e... domani

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Arriva il calendario 2009 della Polizia di Stato. Il presente, visto attraverso gli scatti di un grande fotografo, ma anche immagini dal passato e dal... futuro. Il ricavato servirà a finanziare un progetto dell’Unicef in Indonesia

Scandire il tempo che passa, segnare il cambio delle stagioni e il trascorrere dei mesi, ma al tempo stesso legare il ricordo di quei mesi e di quelle stagioni a immagini in grado di incuriosire, stupire, emozionare. Un mese, un’immagine: è questa la formula straordinariamente semplice (e vincente) del calendario. Possono cambiare i soggetti ma la formula è sempre la stessa, immutata e immutabile da anni. Sfogliare vecchi calendari è un po’ come ripercorrere a ritroso le vicende storiche del nostro Paese, rivivere le trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno attraversato l’Italia dal dopoguerra in poi, ma anche ritrovare, con un pizzico di stupore e di nostalgia, il senso di una ingenuità collettiva perduta, ormai, per sempre. Quella stessa ingenuità che si può ritrovare, ad esempio, nella foto di copertina di uno dei primissimi calendari (anno 1959) dell’allora Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, con il rosso fiammante delle gloriose Moto Guzzi della polizia stradale visibilmente “ricolorato a mano” per accendere il cuore e la fantasia dei lettori, o nelle pagine interne di quel lontano almanacco, con le foto tratte dalla Festa della polizia di quegli anni, dall’acrobatico “salto nel fuoco” dei motociclisti alle parate geometriche dal sapore decisamente militare (nulla lasciava supporre l’avvento, di là ad oltre vent’anni, della riforma della polizia e della sua “smilitarizzazione”). E proprio per riallacciare i fili della nostra personalissima storia, il calendario 2009 della Polizia di Stato, dal significativo titolo Come eravamo, come siamo e come saremo, è andato alla ricerca di vecchie foto d’epoca che raccontano di ... ...


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01/12/2008