Annalisa Bucchieri

Fiamme Oro, la favola continua

Gruppi sportivi della Polizia di Stato: le ragioni di un successo che dura da più di 50 anni

Dall’A dell’atletica alla T di tuffi. Le Fiamme oro della Polizia di Stato contengono il più ampio alfabeto dell’agonismo dilettantistico, confermandosi il fiore all’occhiello dell’Italia e l’eccellenza in Europa. A indicarlo sono i numeri: soprattutto le trentacinque discipline diverse che trovano ospitalità al loro interno, oltre ai 71 tecnici di livello che dialogano con le relative federazioni, i 9 centri distribuiti sul territorio con piscine, circuiti d’equitazione, rimesse di canoe, campi da rugby, piste di velocità, pareti attrezzate per l’arrampicata, ring, i 300 atleti che vincono una media annua di 750 medaglie e, last but not least, un palmarès olimpico che non teme confronti. In 53 anni di vita le maglie cremisi sono state incoronate sotto lo stendardo a cinque cerchi 69 volte, quasi la metà sul podio più alto. The famous Fiamme oro, recita il sito del Cio (il Comitato internazionale olimpico), riconoscendone implicitamente l’importanza nella scelta dell’aggettivo.
«Un’ importanza che è stata consacrata proprio dalle vittorie dei nostri atleti ai Giochi di Pechino – ribadisce Francesco Montini, presidente di tutti i gruppi sportivi Fiamme oro – i quali rimarranno un ricordo indelebile per l’intera tifoseria italiana e in particolare per i poliziotti. Sono convinto che tutti i dipendenti della Polizia di Stato si sono sentiti partecipi dei meravigliosi traguardi raggiunti».

Il primato olimpionico delle medaglie
Dietro al successo di Beijing 2008 c’è una preparazione e un lavoro di continuo miglioramento testimoniato da una crescita esponenziale di “metalli preziosi” negli ultimi otto anni, che va dalle 489 medaglie conquistate nel 2000 alle 796 del 2007, mentre nell’anno in corso se ne ipotizzano oltre ottocento. Di queste vittorie ben 732 sono state celebrate in tornei internazionali e competizioni di livello mondiale. Ma se facciamo risalire il conteggio delle medaglie conquistate all’estero all’anno della fondazione delle Fiamme oro, il 1954, possiamo arrivare a migliaia di riconoscimenti che hanno accresciuto la fama cremisi e consolidato la sua tradizione. Sicuramente le Fiamme oro sono un unicum in Europa per quantità di medaglie prese in pratiche sportive olimpiche differenti.

Uno staff tecnico da dieci e lode
Se questi risultati sono possibili è anche grazie ad una intelaiatura organizzativa di qualità e uno staff tecnico d’eccellenza che sostengono i campioni. Maestri, istruttori, allenatori delle Fiamme oro, infatti, sono abilitati presso le federazioni sportive e provengono da un pregresso di attività agonistica illustre. Di solito gli ex atleti di alta caratura alla fine dell’attività agonistica vengono incardinati nell’organigramma tecnico: ciò permette di avere sempre persone che conoscono l’ambiente, che si sono specializzate nella disciplina e che sanno approcciare gli altri atleti. «Noi forniamo alle federazioni, al Coni, alle nazionali non solo atleti ma anche valenti talenti tecnici», conferma Montini. Ad esempio al seguito degli azzurri di scherma è sempre presente il ct Stefano Cerioni, del pugilato Giulio Coletta, per il tiro a volo Pierluigi Pescosolido.
 
Alla caccia di nuovi talenti
Intascate le meritate soddisfazioni, all’Ufficio centrale dei Gruppi sportivi non c’è tempo per riposare sugli allori. Dice il presidente Montini: «I momenti di gloria vissuti non ci devono però distrarre più del dovuto. Nell’immediato ci aspetta un altro importante impegno, le Olimpiadi invernali a Vancouver nel 2010 e subito dopo le Olimpiadi estive di Londra, nel 2012, per le quali stiamo progettando nuove assunzioni di atleti giovani attraverso i nostri concorsi speciali. È necessario creare un turn over per continuare ad avere risultati agonistici di livello.
I settori giovanili, una realtà poco conosciuta
«Tra le nostre priorità – continua Montini – spicca, senza dubbio, l’implementazione delle sezioni juniores delle nostre discipline, con cui perseguire un duplice obiettivo: avvicinare la Polizia di Stato ai giovani e nel contempo produrre al proprio interno quegli atleti di livello in linea con gli elevati standard delle Fiamme oro».

Paladini degli sport “minori”
Un altro obiettivo fondamentale è quello di promuovere maggiormente i settori degli sport di lotta e d’armi che si avvicinano all’attività istituzionale della Polizia di Stato. Del resto, le medaglie olimpiche conquistate provengono proprio da quelle discipline definite “minori” solo per un parametro mediatico e non di valore assoluto – lotta, pugilato, scherma, tiro a volo – che più hanno dato lustro all’Italia nel mondo ma che senza il sostegno delle Fiamme oro e degli altri gruppi sportivi delle forze dell’ordine non sarebbero diventate così grandi. Una cosa è certa: dagli anni ‘50 il cremisi, colore della divisa delle Fiamme oro, veste l’autentico spirito agonistico. E non è solo questione di vittorie.


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01/11/2008