Raffaele Lupoli

Clima preoccupante

Contro l’inquinamento che rischia di soffocare il pianeta, l’Unione europea ha deciso di puntare sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Un impegno a cui l’Italia non può sottrarsi

Tre euro a settimana per ogni cittadino dell’Unione, grosso modo tre pieni di benzina. Costerà ad ogni europeo circa 150 euro l’anno la sfida europea delle eco-energie. Ma il pacchetto di azioni “salvaclima” presentato il 23 gennaio dalla Commissione Ue darà all’Europa il ruolo di guida nella lotta al global warming. Un prezzo che pagheremo più volentieri sapendo che i costi della mancata azione sarebbero molto più alti: le conseguenze negative delle alterazioni del clima potrebbero “bruciare” fino al 20% del Pil europeo, oltre che mettere a rischio la salute del pianeta e dei suoi abitanti. E poi ci sono anche delle opportunità di business e occupazione. Per questo il presidente dell’esecutivo comunitario, José Manuel Durao Barroso, nonostante qualche annacquamento sugli impegni delle industrie pesanti, ha annunciato l’adozione del piano con enfasi e soddisfazione. “Oggi abbiamo preso decisioni storiche a favore del nostro pianeta – ha detto – È un pacchetto ambizioso con il quale traduciamo le intenzioni in misure concrete e vincolanti”.

Obiettivo 20-20-20
Con cinque progetti di legge, più un documento sugli aiuti di Stato, Bruxelles assegna i compiti a Stati e industrie per ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 e portare, nello stesso arco temporale, al 20% il consumo energetico da fonti rinnovabili (contro l’8,5% del 2005), includendo una quota del 10% di biocarburanti per il settore dei trasporti. L’Italia dovrà aumentare la sua quota di consumi energetici puliti del 17% e ridurre del 13% le emissioni di anidride carbonica per trasporti, edilizia e rifiuti, settori non inclusi nel sistema di scambio delle emissioni (Ets, Emission trading scheme) introdotto dal protocollo di Kyoto. “Per il cambiamento ci saranno dei costi, ma sono ragionevoli e sostenibili – ha detto Barroso, presentando il piano al Parlamento europeo che lo dovrà approvare insieme agli Stati membri – Io preferisco parlare di guadagni e di utili. Le proposte sono ambiziose, ma ... ...


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01/03/2008