Pietro Gottardi*

La vetta della vivibilità

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In cima alla graduatoria delle città italiane, Trento vanta stardard di sicurezza invidiabili, anche grazie a una tradizione di tranquillità

In una città dove uno scippo fa notizia e due creano già allarme sociale fra la gente, fare il poliziotto paradossalmente è meno facile di quello che potrebbe sembrare. La città in questione è Trento, 100 mila abitanti, capoluogo di una provincia che in totale ne conta circa 400 mila a fortissima vocazione turistica e corridoio privilegiato per il transito di persone e merci verso il nord Europa.
Trento è salita recentemente agli onori della cronaca per un invidiabile primato attribuitole dal Sole 24 Ore: quello della vivibilità. Fra gli indici presi in considerazione dagli esperti per stilare la graduatoria delle città italiane dove si vive meglio, uno dei più importanti è quello relativo alla sicurezza sociale. In effetti da questo punto di vista Trento può sicuramente considerarsi una mosca bianca a livello nazionale. E a dirlo non è solo questa particolare classifica.
 Da anni i questori che si avvicendano nella città del Concilio lo affermano con convinzione fin dai primi giorni dal loro insediamento. Alla luce del ricco bagaglio di esperienze – quasi sempre di segno opposto – che si portano appresso dalle altre città dove hanno prestato servizio, i neo-questori di Trento non mancano mai di rilevare come la città e la sua provincia siano un’isola felice, dove ordine e tranquillità regnano praticamente sovrani. Se da un lato questo depone a favore delle forze dell’ordine, perché significa che su un tessuto sociale buono è stato svolto un controllo del territorio ottimo che l’ha sostanzialmente salvaguardato, dall’altro le tiene in costante tiro, visto che i trentini – per dirla scherzosamente – sono ... ...


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01/02/2008