Gli sconfitti della sbronza

Ballare, cantare, bere, correre, spensieratamente, spudoratamente, innescando una sfida stupida, aggressiva e arrogante: io sono il più forte, io sono invincibile e so come tenere a bada l’euforia da sbronza. Questa è la “filosofia” del giovane e meno giovane bevitore. Lui, gradasso ottuso, lui sì che può sfidare l’aggressione devastante della bevuta in eccesso. Da questi presupposti, purtroppo assai diffusi non solo tra i ragazzi, parte una spirale convulsa di comportamenti individuali e collettivi che spesso finiscono per infrangersi contro un muro, un guard rail, una scarpata.
La regola del “pensa prima al dopo” sembra ignorata dal popolo degli sconsiderati che crede di averla vinta sugli effetti dell’alcol. Un senso di onnipotenza avvolge il conducente che si crede il padrone del mondo e sente, nella sua mente velata dalla sbronza, di togliere il piede dal freno del veicolo e di sganciare anche i freni inibitori.
Del fenomeno si sa tutto. La scienza ha fissato parametri, limiti, effetti ravvicinati e lontani. Quel che stenta a farsi strada è la consapevolezza dell’effettiva pericolosità della guida alcolica.
Il ripetersi di tragedie, la frequenza nel constatare come siano sempre le stesse le modalità all’origine di questa infinita scia di sangue non sembra bastare a ridurre il fenomeno.
La polizia stradale da anni ormai è protagonista con altre meritorie associazioni e istituzioni di campagne di sensibilizzazione, indirizzate in particolare verso il mondo dei giovani, là dove l’età e il senso di invulnerabilità giocano come cattivi consiglieri rispetto all’invocata prudenza.
Nell’ampia inchiesta che troverete su questo numero di Poliziamoderna il fenomeno viene documentato sul fronte scientifico, su quello della legge e della statistica, confermando quanta strada ci sia ancora da fare.
È una guerra lunga quella della civile consapevolezza dei pericoli legati all’uso dell’alcol. E tuttavia dev’essere vinta. Anche a costo di trovare nel mix prevensione-repressione un alleato forte e deciso, capace di diffondersi tra tutti come un modo irrinunciabile di comportarsi.
Allegato alla rivista di questo mese vi è, in omaggio, un alcol-test. È utilizzabile per sfatare tanti luoghi comuni sugli effetti delle bevute di troppo. Quel filtro che diventa giallo è il segno che abbiamo passato… il segno. Ciascuno si sente un po’ più forte e più furbo senza pensare che l’alcol, quando si diffonde nell’organismo, non guarda in faccia a nessuno. E acceca chiunque.
01/02/2008