a cura di Maria Grazia Giommi

In nome della Legge

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[ Cassazione penale ]

Furto di un cellulare dall’interno di un’autovettura e collegato al “viva voce” – Circostanza aggravante
Il furto di un telefono cellulare lasciato all’interno di un’autovettura, collegato all’impianto “viva voce”, può ritenersi aggravato dall’esposizione alla pubblica fede allorché sia configurabile un concreto disagio, per il possessore, nel compiere le manovre necessarie ad asportarlo dall’alloggiamento, in relazione alla breve durata dell’allontanamento dal veicolo. (In motivazione la S.C. ha osservato che la “necessità” dell’esposizione, richiesta dalla norma, va intesa non in senso assoluto, come impossibilità della custodia da parte del titolare del bene, ma in senso relativo, cioè in rapporto alle particolari circostanze del caso).
(Sez. V – 31 luglio 2006 n. 26947)

Lesioni personali ed omicidio preterintenzionale – Circostanza aggravante del fatto commesso con armi
In tema di lesioni personali e di omicidio preterintenzionale, ricorre la circostanza aggravante del fatto commesso con armi quando la vittima delle lesioni è aggredita con un coltello da cucina, che rientra nella nozione di arma, in cui sono ricompresi tutti gli strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto senza giustificato motivo.
(Sez. feriale – 4 settembre 2006 n. 29549)

Millantato credito e truffa – Concorso
L’elemento del raggiro tipico della truffa assume nel reato di millantato credito un carattere particolare, concretandosi nella vanteria, anche implicita, di ingerenze e pressioni presso un pubblico ufficiale. Ne consegue che il reato di truffa non può concorrere con il reato di millantato credito, anche nel caso in cui la vanteria si accompagni ad un atto diretto all’induzione in errore del soggetto passivo.
(Sez. VI – 12 settembre 2006 n. 30150)

Violenza sessuale e violenza privata
In tema di reati sessuali, è ammissibile il concorso del delitto di violenza sessuale con quello di violenza privata quando quest’ultimo, pur strumentale rispetto alla condotta criminosa di cui all’art. 609 bis cp, rappresenta un quid pluris che eccede il compimento dell’attività sessuale coatta. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto la coartazione morale a trattenersi nel luogo di lavoro oltre l’orario, imposta con abuso della posizione di datore di lavoro, come condotta autonoma rispetto alla minaccia di licenziamento, utilizzata invece per costringere la vittima ad acconsentire al soddisfacimento delle pulsioni libidinose dell’agente).
(Sez. III – 6 ottobre 2006 n. 33662)

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01/01/2008