Sicurezza, bene comune

Si avvicina la fine dell’anno. È tempo d’auguri ma anche di bilanci e di progetti per il futuro. Un anno, il 2007, denso di fatti, di straordinari successi sul campo ma anche di lutti. Si, abbiamo gioito per alcuni risultati eccezionali nella lotta alla criminalità organizzata che ci inorgogliscono perché sono il frutto di sacrifici, di preparazione professionale, di dedizione assoluta al dovere. E abbiamo pianto nostri colleghi che sono caduti, hanno sacrificato la vita sul fronte della difesa della legalità contro la violenza.
Ricordo, unitamente a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, la morte del caro Filippo Raciti: mi stringo alla vedova e ai figli con senso di profonda solidarietà e sono vicino alle famiglie degli altri nostri caduti, di chi ha subito ferite e danni nei tanti, difficili momenti che il nostro dovere ci impone di affrontare.
Il ruolo da noi ricoperto inoltre ci richiede anche di assumere le nostre responsabilità su alcuni tragici avvenimenti, riaffermando le difficoltà del nostro mestiere e la esposizione anche a errori fatali, come nel caso del decesso di Gabriele Sandri.
Conosco personalmente molti di voi e ho condiviso le ansie, le difficoltà, i successi che hanno accompagnato, qualche volta contrassegnato, la vita stessa del Paese e che ci hanno visto sempre in prima linea in difesa della democrazia, della legalità, con una incessante lotta contro il crimine, sia quello organizzato, radicato e ramificato, sia quello che di volta in volta si è presentato nella veste di nuova “emergenza”, in relazione alla rapida trasformazione della società.
Il fenomeno dell’immigrazione, in particolare quella clandestina, e della criminalità straniera in rapido divenire hanno imposto, a noi, operatori sul campo, un affinamento delle strategie complessive: da una parte quelle dell’accoglienza e dall’altra quelle del contrasto deciso delle devianze, assai gravi, che tanto allarmano l’opinione pubblica.
Il bisogno di un maggior senso di sicurezza, avvertito dai cittadini, ci ha impegnato e ci impegnerà senza sosta, con tutte le risorse disponibili. Su questo fronte va prendendo corpo la formula della “sicurezza partecipata” alla quale, al nostro fianco, sono chiamate a collaborare le altre istituzioni. Il “patto per la sicurezza” nelle grandi città rappresenta uno strumento indispensabile e insostituibile per raggiungere tale obiettivo.
Siamo convinti che la sicurezza è un bene comune al quale ciascuno per la propria parte e per le rispettive competenze, deve dare il proprio apporto.
Stiamo ritrovando, pur tra serie difficoltà che riguardano le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno e che non sempre vengono soddisfatte in misura adeguata, un diffuso consenso tra la gente.
Sul piano dell’organizzazione interna si sta facendo più intenso il rapporto tra centro e periferia. Il progetto è produrre una “rete viva”, costantemente aggiornata, tra le esigenze, i bisogni, i problemi delle nostre forze dislocate sul territorio e il centro.
La polizia amica, vicina alla gente, la “polizia di prossimità” è e resta la nostra carta vincente. Anche là dove la nostra battaglia per la legalità incontra nemici come la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta e la delinquenza comune.
Numerosi sono stati i successi contro le consorterie criminali e per ultimo l’operazione che ha permesso di catturare il noto boss Salvatore Lo Piccolo ed altri esponenti mafiosi. Lo stesso impegno dovrà essere assicurato anche al contrasto della criminalità diffusa che sovente incide sulla sicurezza dei cittadini.
La nostra è una sfida che si rinnova: attraverso un percorso complesso stiamo cambiando il modo di pensare e di operare della Polizia di Stato. Se “vicini alla gente” è lo slogan che ci ha accompagnato in questi anni ora racchiudiamo questo concetto di collaborazione stretta in una parola “Insieme”. Insieme per la sicurezza e la legalità.
Nel concludere questo mio messaggio, colgo l’occasione per inviare a tutti gli appartenenti all’Amministrazione ed ai familiari, che ci sono vicini con pazienza ed amore nel nostro difficile quotidiano impegno, i migliori auguri per le prossime festività natalizie.

Il Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza
Antonio Manganelli

01/12/2007