a cura di Maria Grazia Giommi

In nome della Legge

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[ Cassazione Penale ]

Chiamata in correità da un confidente anonimo
Nell’ambito del giudizio abbreviato, ai fini dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato, non può costituire valido elemento di riscontro alla chiamata in correità il racconto fatto a un ufficiale di polizia giudiziaria da un confidente rimasto anonimo, in quanto, ai sensi dell’art. 203 cpp, le dichiarazioni rese da un informatore anonimo non possono essere utilizzate neppure nelle fasi diverse dal dibattimento, sempre che lo stesso non sia stato assunto a sommarie informazioni.
(Sez. V – 4 gennaio 2006 n. 00080)

Falso e uso di atto falso
In materia di falso, il concorso nel reato, che esclude la punibilità della diversa ipotesi criminosa prevista dall’art. 489 cp (uso di atto falso), deve configurarsi in termini di concreta punibilità. Ne consegue che, se la falsificazione è stata commessa all’estero e non vi sia la richiesta del ministro della Giustizia ex art. 10 cp, il soggetto che abbia prodotto o concorso a produrre l’atto falso risponde, ricorrendone le condizioni, del reato di uso dello stesso, ai sensi dell’art. 489 cp. (Fattispecie relativa alla contraffazione dei dati anagrafici su un passaporto di Paese straniero e su un visto di ingresso in Italia, esibiti alla frontiera).
(Sez. V – 4 gennaio 2006 n. 0065)

Riciclaggio
Integra il reato di riciclaggio, ex art. 648 bis cp, il compimento di operazioni volte non solo ad impedire in modo definitivo, ma anche a rendere difficile l’accertamento della provenienza del denaro, dei beni o delle altre utilità, attraverso un qualsiasi espediente che consista nell’aggirare la libera e normale esecuzione dell’attività posta in essere. (La corte, nel caso preso in esame, ha ritenuto configurabile il reato di riciclaggio nella complessa condotta dell’operatore bancario consistente nel versamento della somma contante di euro 5 mila sul libretto di deposito a risparmio, intestato al figlio del soggetto responsabile di un’attività d’usura, con l’apparente firma del titolare del libretto e per mezzo del contestuale prelievo a nome dell’autore del delitto di usura da un libretto al portatore aperto da quest’ultimo proprio su suggerimento dell’operatore bancario).
(Sez. II – 12 gennaio 2006)

Gioco e scommesse – Esercizi pubblici
La violazione dell’obbligo di esposizione della tabella dei giochi proibiti nelle sale da gioco e negli altri esercizi configura il reato di cui all’art. 221, secondo comma del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che sanziona l’inosservanza delle previsioni del regolamento di esecuzione, atteso che l’art. 195 del citato regolamento, che prevede tale obbligo, non è compreso tra le disposizioni per le quali l’art. 221 bis, introdotto dal decreto legislativo 13 luglio 1994, n. 480, ha previsto la sanzionabilità nella sola sede amministrativa.
(Sez. III – 26 gennaio 2006)

Estorsione
Ricorre il reato di estorsione, e non già quello di violenza privata, nella condotta consistita nel costringere, mediante violenza o minaccia, un imprenditore ad effettuare un’assunzione non necessaria, essendo ingiusto, in quanto connesso ad azione intimidatoria, il profitto per la persona indebitamente assunta e sussistendo, altresì, il danno per la vittima, costretta a versare la relativa retribuzione. ... ...


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01/09/2007