Balduino Simone*

Professionisti della guida

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In arrivo la Carta di qualificazione del conducente per tutti coloro che fanno della strada il luogo di lavoro o di servizio. Una piccola rivoluzione per i possessori delle patenti abilitate al trasporto di persone e merci

L’Unione europea, nell’ambito delle iniziative mirate a ridurre l’incidentalità stradale, ha operato una scelta strategica, individuando, nella formazione professionale dei conducenti, il fattore primario su cui investire per migliorare la sicurezza alla guida e ridurre i costi che essa, oggi, comporta. In questa ottica, la direttiva n. 59 del 2003, recepita con il decreto legislativo 25 novembre 2005 n. 286, rappresenta una svolta epocale per tutto il mondo del trasporto professionale.
Questa normativa, coordinata con quella relativa all’intero settore delle patenti di guida, ha ridisegnato tutto il quadro normativo delle patenti richieste per la guida di veicoli professionalmente adibiti al trasporto di persone e di merci.
Già con le precedenti normative, infatti, le patenti di guida erano state suddivise in due gruppi: al primo appartengono quelle di categoria A e B, titoli di abilitazione indispensabili per l’approccio alla mobilità stradale in qualità di motociclisti e automobilisti; al secondo, appartengono le patenti di categoria C e D, eventualmente accompagnate dalla patente E che estende la validità delle prime due anche al traino di rimorchi.
In questo quadro di revisioni funzionali del titolo, si comprendono le ragioni per le quali le indicazioni dei requisiti minimi per il conseguimento delle patenti A e B, siano state allargate sino a ridurre i divieti di rilascio solo a causa di pochissime patologie.
Secondo la direttiva n. 439 del 1991 e successive modificazioni e aggiornamenti, ogni Paese dell’Unione europea, deve rivedere la propria normativa di settore e consentire il rilascio delle patenti A e B anche a coloro che soffrono di patologie per le quali la guida possa essere consentita solo per un certo tempo o per un certo spazio e, addirittura, anche a coloro che, per guidare, devono essere accompagnati da un altro patentato.
Questa riduzione dei livelli di attenzione nel rilascio è limitata solo alle patenti A e B in quanto, le stesse, sono indispensabili alla vita quotidiana di una società, come quella europea, caratterizzata da una forte richiesta di mobilità.
Accanto a questa visione, molto più permissiva della precedente, si accompagna quella relativa alle patenti professionali che comprendono le categorie C, D, C+E e D+E.
Queste patenti, abilitando alla guida di autocarri e autobus, con o senza rimorchio, sono dei veri e propri titoli professionali per un lavoro che si realizza attraverso la conduzione di veicoli quotidianamente impiegati per il trasporto stradale di cose o di persone.
Per ... ...


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01/09/2007