Maria Grazia Giommi

La nuova formazione

CONDIVIDI

Scuole che chiudono e nuovi modelli interdisciplinari. A parlare della modernizzazione dell’attività didattica della Polizia di Stato, Giuseppe De Donno, responsabile degli istituti di istruzione

Ci saranno meno immissioni nei ruoli della polizia di stato nel prossimo quinquennio, ci sarà un minor numero di allievi e quindi una minore necessità di accoglienza. Viceversa cresce il bisogno di una formazione più specifica e di maggiore aggiornamento professionale. Da qui il bisogno di riorganizzare il sistema scuole e di ridistribuire al meglio le risorse disponibili in rapporto alle effettive necessità formative della polizia. È questa la necessità che ha ispirato il programma di riorganizzazione del “sistema scuole”. È quanto ci spiega il direttore centrale degli Istituti di istruzione Giuseppe De Donno.
A quali esigenze risponde questo progetto e quali ne sono state le linee guida?
Criteri di efficienza e di economicità hanno indotto questa Direzione centrale a predisporre, su disposizione del capo della Polizia, uno studio sulle possibili direttrici di razionalizzazione del sistema scuole, alla luce delle attività di formazione svolte nell’ultimo quinquennio, dei dati disponibili sulle prossime procedure concorsuali esterne ed interne e degli investimenti necessari per ottimizzare la funzionalità delle strutture.
Si è tenuto conto in una prima fase di intervento della razionalizzazione delle esigenze di rilancio dei processi formativi in genere e, in particolare, delle necessità di determinati settori della Polizia di Stato come quelli dei servizi investigativi, della polizia di prossimità e delle specialità che hanno portato alla dismissione dei centri di specialità di Bologna, Genova e Duino (TS) con accorpamento dei compiti didattici svolti dagli stessi presso il centro inter-specialità di Cesena. Successivamente, anche a seguito della riforma della leva obbligatoria, si è proceduto ad una revisione delle necessità formative soprattutto rispetto alle scuole allievi agenti che presentavano una ricettività sovradimensionata rispetto alle esigenze. Ciò ha comportato la chiusura delle scuole di Vicenza, Bolzano, Senigallia (AN), Foggia e Roma. L’attuazione di questa complessa operazione ha consentito il recupero per altre attività di personale della Polizia di Stato ed un notevole contenimento delle spese effettive relative al funzionamento degli apparati scolastici (circa nove milioni di euro).
In base a quali criteri sono state scelte le strutture da dismettere?
Sono stati presi in considerazione i costi di ... ...


Consultazione dell'intero articolo riservata agli abbonati

01/07/2007