Tra presente e futuro

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Centocinquantacinque anni. Tanti ne sono trascorsi dalla fondazione della Polizia di Stato che ci ritroviamo a celebrare insieme con i cittadini tutti.
Cittadini che ci onorano del loro sostegno, della loro stima e fiducia e che noi, la grande famiglia della Polizia di Stato, ricambiamo con un impegno che si rinnova intatto e solenne, nelle più diverse circostanze ed evenienze.
È stato autorevolmente detto che la Polizia di Stato cammina con i tempi, si adegua ad essi, anzi spesso li prevede e li precede: è un riconoscimento che accettiamo con gratitudine perché tocca uno dei punti fondanti del modo in cui ci sentiamo partecipi e, per la nostra parte anche interpreti, di una società moderna capace di stare al passo con una evoluzione dei fenomeni straordinaria e mai avvenuta prima d’ora con tale complessità. Il villaggio globale, la società planetaria e multietnica, accanto a straordinari progressi nei diversi campi, impongono, anche a chi come noi è chiamato a fornire rassicurazioni ai cittadini, compiti e àmbiti nuovi. Fattore umano e tecnologia, impegno, intelligenza e risorse scientifiche d’avanguardia, sui diversi fronti, si fondono insieme sollecitando, e anzi, esigendo approcci strategici in continua evoluzione. Una grande sfida che attraversa il Paese, il suo orgoglio di nazione moderna e che riguarda davvero il nostro futuro in una società continentale, che matura e che si allarga includendo e coinvolgendo altri Paesi e altri popoli. Tutto questo ha riflessi imponenti sulla Fabbrica della Sicurezza: siamo consapevoli della complessità della sfida ma anche fiduciosi delle donne, degli uomini e degli strumenti adeguati a fronteggiarla e, là dove viene richiesto, a vincerla.
Celebrare significa anche avere la capacità di trarre bilanci e prendere impegni di sviluppo futuro.
Non possiamo sottacere, accanto a tanti straordinari successi, l’impegno al quale la Polizia di Stato e più in generale le forze dell’ordine sono state chiamate. La modernizzazione porta con sé, assieme alle luci, anche le ombre. Penso all’ondata di violenza gratuita e sconsiderata che ha scosso e spesso anche insanguinato gli stadi: una violenza cieca e brutale che ha sporcato lo sport e portato ferite e lutti. Non è più tra noi Filippo Raciti, l’ispettore che a Catania ha pagato con il sacrificio della vita l’impegno coraggioso di compiere il suo dovere di poliziotto. Lo ricordiamo insieme con tutti coloro che, a fronte di gravissimi rischi personali, hanno tenuto alti i valori della nostra missione, della democrazia, della libertà, della nostra bandiera. Anche su quel versante, come in quello della lotta al terrorismo interno e internazionale, l’impegno della Polizia di Stato ha conseguito brillanti risultati a difesa della legalità e delle Istituzioni. L’apparire di rigurgiti eversivi (il ritorno di fiammate delle Brigate Rosse e delle formazioni anarco-insurrezionaliste) ha ricevuto una risposta pronta e ferma, scongiurando altri efferati delitti già programmati.
È poi apparso in tutta la sua pericolosità il fenomeno della pedopornografia: con azioni tanto mirate quanto sofisticate sono stati inferti colpi durissimi a vaste reti di criminali informatici. La cattura del superboss Bernardo Provenzano ha poi consentito di incidere sulle cosche mafiose di Cosa Nostra, così come altre indagini hanno portato a significativi successi nella lotta alla camorra napoletana, al traffico della droga, alla ‘ndrangheta calabrese e alle sue pericolose affiliazioni internazionali.
In un quadro di risorse da ampliare si è comunque provveduto a un massiccio ammodernamento degli apparati: vale, per i molti che si potrebbero fare, l’esempio del parco macchine delle Volanti, come le recentissime Alfa 159 e l’inagurazione di uffici e questure nuove. È un lavoro complesso e anche oneroso che andrà completato nel segno di un rinnovamento generale, capace di espandere in tutte le aree dove se ne rintraccia più urgente la necessità, quella strategia chiamata Prossimità: la polizia vicino, accanto al cittadino, là dove vive, si muove, lavora. Ciò anche attraverso nuovi modelli di controllo del territorio, impiegando avanzatissime tecnologie, come nel caso della sicurezza nelle strade, impegno che la Polizia di Stato ha rafforzato e intende portare su tutto il territorio a un livello di grande efficienza.
Abbiamo anche guardato ai giovani. E lo facciamo con lo strumento più utile e convincente: il dialogo, l’educazione alla legalità, al rispetto degli altri e di se stessi.
Rinnovando solennemente, nel giorno della nostra ricorrenza l’impegno a mai venir meno ai nostri impegni, auguro alla grande famiglia della Polizia di Stato un’altra stagione ricca di traguardi.

Il Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica Sicurezza
Giovanni De Gennaro
01/05/2007