Raffaele Lupoli

Ecomafia corporation

CONDIVIDI

Rifiuti tossici, abusivismo ma anche traffico di reperti archeologici e animali esotici. Il rapporto di Legambiente rivela una malavita sempre più aggressiva, nonostante i duri colpi messi a segno dalle forze di polizia

Ricopre il Paese di cave illegali e cemento selvaggio. Traffica con i rifiuti, spesso tossici, in Italia e all’estero. E non disdegna l’import-export di animali esotici e reperti archeologici. Se si trattasse di un’impresa si potrebbe definire una multiutility, ma purtroppo questo colosso del crimine ambientale ha un nome ben più spaventoso: ecomafia.
“Sempre più spesso s’intrecciano vecchie e nuove rotte dei traffici illeciti in materia d’ambiente – spiega Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, che sta per dare alle stampe per Edizioni Ambiente il Rapporto Ecomafie 2007 – non solo rifiuti ma anche specie protette e opere d’arte incrementano il business internazionale delle ecomafie. L’Italia è pesantemente colpita da questo saccheggio: profitti altissimi per i criminali, danni ingenti al nostro patrimonio storico artistico”. Lo scorso anno, stima l’Eurispes, il fatturato è stato di 27 miliardi di euro. Dietro questa enorme cifra ci sono storie di ordinario attacco al territorio. Solo nel settore dei rifiuti nel 2006 le forze dell’ordine hanno accertato 4.409 infrazioni e denunciato 5.129 persone con 115 arresti. Ecco alcune delle ultime e più eclatanti operazioni condotte dalle forze dell’ordine lungo lo Stivale.

Veleni e strozzini
Partiamo dalle Marche, dove un nutrito gruppo di ecotrafficanti tra il 2003 e il 2005 smaltiva illegalmente fanghi industriali, ceneri pesanti, scorie, amianto e vernici provenienti dal nord Italia. Con la complicità di 30 ditte di trasporto, 22 impianti di gestione di rifiuti e dei titolari di tre discariche pubbliche e una cava dimessa, centomila tonnellate di rifiuti tossici sono finite in una delle aree più verdi e protette d’Italia. Una truffa da almeno cinque milioni di euro, costata l’inquinamento di falde acquifere e terreni, e garantita dalla “distrazione” di alcune aziende municipalizzate delegate al controllo. Lo scorso 28 febbraio i carabinieri del Nucleo per la tutela ... ...


Consultazione dell'intero articolo riservata agli abbonati

01/04/2007