a cura di Anacleto Flori

Piccoli segni di affetto

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La violenza gratuita dei fatti di Catania è rimasta impressa non sono negli occhi rossi di pianto dei familiari di Filippo Raciti, dei suoi amici e dei più stretti colleghi del Reparto mobile. Quella drammatica morte ha scosso le coscienze di tante altre persone: colleghi di altri reparti e di altri uffici, semplici cittadini, intere scolaresche hanno sentito il bisogno, la necessità di esprimere la propria commozione, il proprio dolore ma anche la propria rabbia. Nei giorni scorsi Poliziamoderna così come il sito e il portale Intranet della Polizia di Stato sono stati il crocevia di piccoli gesti di grande valore: messaggi di poche frasi, ingenue ma sincere, poesie e anche disegni, inviati per posta, faxati, scambiati sul Web, scaricati e poi letti e fatti leggere ad altri. Questa voglia di comunicare, di fare sentire la propria voce anche attraverso la nostra rivista ci rende orgogliosi. Impossibile, però, dare conto di tutte le cose che ci sono state inviate: per questo abbiamo scelto di pubblicare, per tutti, l’amarezza del sonetto scritto in romanesco da Massimo Fabrizi (figlio dell’indimenticabile Aldo) e l’ingenuità carica di speranza del disegno di uno degli alunni della classe III A della scuola primaria “G.Mazzini” di Pegazzano (La Spezia).

I giorni della memoria
Con il cuore ancora gonfio di rabbia per la morte dell’ispettore Filippo Raciti, la Polizia di Stato ha vissuto nei giorni scorsi momenti di dolorosa memoria, ricordando altri suoi uomini uccisi in ... ...


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01/03/2007