Maria Grazia Giommi

Viaggio nell’indagine

Da poco in libreria un volume in cui due esperti d’eccezione raccontano il percorso delle tecniche investigative

È appena uscito, Investigare, un nuovo manuale di tecniche di indagine. E fin qui niente di nuovo, se non fosse per la particolarità del lavoro. Si tratta infatti di un libro che ha la praticità, il rigore e la completezza di un manuale ma che si legge come un racconto. Quello di un viaggio nel mondo delle investigazioni attraverso il vissuto dei due autori: Antonio Manganelli, vice capo della Polizia con funzioni vicarie, e Franco Gabrielli, direttore del Sisde, che hanno voluto raccontare la loro esperienza “per mettere al servizio delle investigazioni un pezzo di vita speso nelle investigazioni”. Un racconto che trasporta il lettore in un mondo affascinante, complesso e stimolante ma anche insidioso. Quello di chi fa il mestiere dell’investigatore, che richiede umiltà e pazienza, dedizione e determinazione, senza paura di camminare “nel fango”. Dominio degli istinti e dei pregiudizi, intuito, logica e capacità di analisi, ma anche fantasia. E soprattutto fortuna.
Ma – avvertono gli autori – il lettore non troverà nel manuale ricette miracolose per individuare la soluzione di un’indagine, quella paziente disposizione di tessere che una dopo l’altra andranno a formare come in un mosaico il disegno della verità, che “è sempre una sola e non è trattabile”.
Non si può suggerire, come in una partita a scacchi, la mossa da fare per raggiungere il risultato, tante sono le variabili che si incontrano in ciascuna vicenda.
Così, partendo dall’avvertenza che l’investigazione non si insegna ma si impara “facendo”, gli autori, muovendosi agevolmente tra disposizioni di legge, vecchie e nuove tecniche di indagine, suggerimenti e riflessioni che derivano dall’esperienza maturata sul campo, accompagnano il lettore in un cammino chiaro e lineare attraverso il complesso e variegato mondo dell’investigazione, focalizzando l’attenzione su alcuni settori investigativi di particolare delicatezza.
Partendo dalla descrizione dei principali strumenti e tecniche investigative, “gli attrezzi di lavoro” per chi indaga – dall’esame della scena del delitto al pedinamento, dalla perquisizione all’interrogatorio – il racconto scorre fluidamente tra i tecnicismi. Ma non solo. Gli autori si preoccupano di non dare nulla per scontato. Anche ciò che potrebbe sembrare un’ovvietà o comunque una nozione di base per un addetto ai lavori, c’è. Così la lettura si presenta utile e interessante per chiunque e non tralascia di sgombrare il campo dalla disinformazione circolante specie riguardo quegli ambiti che più preoccupano l’opinione pubblica, come le intercettazioni telefoniche.
L’illustrazione delle tecniche investigative prosegue poi calata nella realtà di ciascuna delle principali tipologie criminali: il sequestro di persona, l’omicidio, l’estorsione, l’usura, la truffa, il traffico di stupefacenti, via via fino alla violenza sessuale e ai più moderni crimini informatici.
Una “zoomata” a parte è dedicata alle indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata e alla storia di tali forme di criminalità, senza pretesa di completezza, ma solo per offrire spunti per ulteriori approfondimenti e piccoli “cammei” del “loro modo di pensare e di agire”.
01/03/2007