Antonella Fabiani

Mediamente soli

Pochi giocattoli e ancora meno tempo da trascorrere con coetanei e genitori. Ecco come i ragazzi di oggi subiscono il fascino indiscreto (e a volte rischioso) di televisione, computer e telefoni cellulari

C’erano una volta i bambini che si divertivano con i giocattoli, scendevano a giocare nei cortili, andavano dai vicini di casa e nel pomeriggio dopo un riposino si mettevano a studiare. Se oggi si chiedesse a un bambino come passa il proprio tempo libero risponderebbe che dopo essere tornato da scuola, aver pranzato, giocato, studiato, fatto sport, dopo aver fatto merenda guarda la televisione, gioca ai videogiochi per quasi due ore, oppure utilizza il computer per circa un’ora prima di cena. Senza contare quelli (un 30% secondo i dati) che si mettono di nuovo davanti alla tv o al computer prima di andare a dormire. Un tour de force da cui si salvano solo quelli che tornano a casa dopo le cinque e possono dedicarsi ai passatempi tecnologici solo prima di mangiare. A fotografare il rapporto dei ragazzi con i media un recente studio Infanzia, media e nuove tecnologie (Franco Angeli editore, e 16,00), frutto di una ricerca di due studiosi dell’Università di Udine, il sociologo Francesco Pira e il pediatra Vincenzo Marrali, che rivela le passioni tecnologiche delle nuove generazioni dagli otto agli undici anni, ma anche le brutte abitudini.
I bambini italiani trascorrono in media un’ora e 55 minuti a videogiocare. L’89% possiede il computer ed il 60% naviga su Internet. Il 61% ha un cellulare, il 58% ... ...


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01/02/2007