Rosanna Ferranti*

Uniformi al volante

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Guidare i mezzi della polizia con un occhio al codice e uno al buon senso. Consigli e norme per conducenti responsabili

L’attività di conducente di un veicolo della Polizia di Stato ha assunto negli anni un carico di responsabilità di non poco conto in relazione allo sviluppo tecnologico, che incrementa le prestazioni di base di moto ed auto, ed ai mutevoli e numerosi impieghi operativi che la Polizia di Stato è chiamata ad assolvere, che determinano a loro volta una diversità di allestimenti e modifiche specifiche ai mezzi.
In questo spazio non ci occuperemo di come si stia trasformando l’addestramento di base né delle peculiarità del processo di rilascio e di rinnovo della patente ministeriale, né delle responsabilità disciplinari, penali e patrimoniali dei conducenti dei veicoli della Polizia di Stato.
Cureremo, invece, l’approfondimento di alcune disposizioni normative del codice della strada che si rivolgono specificamente ai conducenti dei veicoli in servizio di polizia. Conoscerne il contenuto ed apprezzarne i valori sottesi, potrebbe aiutare tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato ad una più consapevole definizione degli obblighi da osservare nelle concrete situazioni di servizio in contesti attenti anche a ciò che fanno i tutori dell’ordine come primi esecutori delle norme del cui rispetto chiedono conto ai cittadini sottoposti a controllo.

Le cinture di sicurezza
Cominciamo dall’art. 172 del codice della strada, recentemente riformulato dal decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, che al comma 1 disciplina l’obbligo di fare uso della cintura di sicurezza a tutti coloro che sono presenti su veicoli che siano muniti del sistema di ritenuta. Tale obbligo interessa anche il conducente ed i passeggeri di un veicolo della Polizia di Stato (a questo fine non rileva se con colori di istitut

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01/10/2006