Carlo Alberto Tabacchi

La Georgia parla all’Europa

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Viaggio nel piccolo Paese del Caucaso situato tra la Federazione Russa, ricca di petrolio e di gas, e il mondo islamico

Durante l’era dell’Unione Sovietica, la Georgia era considerata dalla nomenklatura di Mosca un Eldorado, dove alla tradizionale ospitalità si accompagnava un clima dolce e tiepido, con le rinomate località balneari di Sukhumi (in Abkhazia) e di Batumi (in Adjaristan), frequentate da leader del calibro di Krusciov, Breznev, Gromiko; a ciò si aggiungevano i costi relativamente contenuti, uniti al cibo genuino e all’eccellente vino.
Dalla fine del 2003 la Georgia è rimasta sotto i riflettori della politica internazionale: la parabola del celebre ex ministro degli esteri della perestroika gorbacioviana, Edward Shevardnadze si è conclusa nella polvere in quanto il presidente del post-comunismo ha dovuto passare la mano al suo pupillo di una volta, Mikhail Saakashvili, giovane avvocato che parla perfettamente cinque lingue, sposato con un’olandese. Come si ricorda, fortunatamente, Shevardnadze ha avuto il buon senso di ritirarsi dalla scena pubblica prima che fosse troppo tardi, evitando così inutili spargimenti di sangue: in cambio ha ottenuto l’immunità.
La conseguente “Rivoluzione delle rose” ha dimostrato alle repubbliche caucasiche dell’ex Unione Sovietica come l’avvento della democrazia possa trasformarsi da lontana speranza in concreta realtà.
Nonostante questa ventata di novità, i problemi che il governo di Tbilisi deve affrontare restano seri ed impegnativi, dalla pove ...


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01/10/2006