Giandomenico Protospataro* e Paolo Mazzini**

Regole al volante

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Regole al volante

La patente a punti non rappresenta uno strumento repressivo ma ha natura prevalentemente cautelare: impedisce al conducente meno virtuoso di guidare se supera un certo numero di illeciti ma, al tempo stesso, premia il conducente più virtuoso che non commette infrazioni.
Il nuovo sistema si affianca al sistema sanzionatorio già esistente: per le violazioni più gravi (es. guida in stato di ebbrezza, eccesso di velocità oltre i 40 km/h, guida con patente di categoria diversa, inversione di marcia in autostrada, eccetera), la sospensione immediata della patente di guida, già prevista, resta in vigore e viene affiancata anche da una perdita di punti.
Alla perdita totale del punteggio non consegue la sospensione immediata della patente di guida ma la sua revisione, cioè la verifica – attraverso la ripetizione degli esami teorici e pratici – della permanenza della necessaria abilità alla guida.
L’inserto analizza il funzionamento della patente a punti offrendo un utile strumento di consultazione per l’utente e di approfondimento per l’operatore di polizia.

A chi si applica…
La patente a punti si applica a tutti i titolari di patente di guida italiana o straniera che commettono violazioni in Italia.
Non si applica, invece, al certificato di idoneità alla guida per ciclomotori perché questo documento non è una patente.

Il punteggio iniziale… e le decurtazioni per gli indisciplinati
A tutte le patenti italiane viene attribuito un punteggio iniziale di 20 punti.
Questa dotazione, può diminuire, se vengono commesse violazioni che comportano perdita di punteggio o può aumentare, se il conducente non commette infrazioni.
Gli indisciplinati sono puniti in base alla gravità dei comportamenti. I punti vengono loro sottratti a seguito dell’accertamento di infrazioni alle norme di comportamento indicate nella tabella allegata al codice. La sottrazione può andare da 1 a 10 punti in relazione alla gravità della violazione e, per i neopatentati, la sottrazione raddoppia.

Aumento dei punti per i più virtuosi
La patente a punti non è solo uno strumento di repressione ma anche un modo per premiare i conducenti più corretti per i quali il punteggio iniziale può anche aumentare. Infatti, se nel corso di un biennio, il titolare di patente non commette infrazioni che comportano decurtazione di punteggio, beneficia di un “bonus” di 2 punti, che si aggiungono alla sua dotazione iniziale. Se continua nel suo comportamento corretto e rispettoso delle regole, il punteggio aumenta ancora di 2 punti ogni 2 anni, fino a raggiungere un massimo di 30 punti.

Limite di decurtazione per più violazioni che comportano perdita di punti (ma solo per le infrazioni meno gravi)
Qualora vengano accertate contemporaneamente più infrazioni, possono essere tolti al massimo 15 punti complessivi, anche se derivanti da raddoppio per i neopatentati.
Tuttavia, nessun beneficio è previsto se il conducente ha commesso violazioni gravi. Infatti, la limitazione del massimo punteggio cumulabile non si applica nei casi in cui, anche per una sola violazione, è prevista l’applicazione della sospensione o della revoca della patente. In questi casi, infatti, i punti previsti per ciascuna infrazione si sommano in modo pieno anche oltre il limite di 15 punti, con la conseguenza che si può perdere tutta la dotazione di punti anche con un solo accertamento.


Cinture di sicurezza: è vero che si risponde anche del passeggero?
La perdita di 5 punti, quando la violazione riguarda il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o dei dispositivi di ritenuta da parte del passeggero trasportato, si applica al conducente solo se il passeggero è minorenne e se a bordo del veicolo non è presente chi è tenuto alla sua sorveglianza. La violazione commessa dal passeggero maggiorenne, perciò, non comporta sanzione a carico del conducente ma a carico dello stesso passeggero, senza, tuttavia, perdita di punti da parte di quest’ultimo. Così, ad esempio, se il figlio, del conducente non è adeguatamente protetto da cinture o sistemato su un seggiolino e a bordo del veicolo non si trova anche l’altro genitore, della violazione del bambino risponde il genitore con una sanzione amministrativa e con la perdita di 5 punti dalla sua patente. Se, invece, a bordo è presente l’altro genitore, del minore risponde solo quest’ultimo con una sanzione amministrativa pecuniaria ma senza perdita di punteggio.

Quando si applica il limite massimo di 15 punti
Mentre si conduce un motoveicolo senza casco (- punti 5) con sporgenze laterali oltre il limite consentito (- punti 1) e si commettono, in rapida successione temporale, un passaggio con il rosso al semaforo (- punti 6), una svolta a sinistra irregolare (- punti 2), una mancata precedenza all’incrocio (- punti 5), tenendo una velocità inadeguata (- punti 5) e quindi ci si ferma irregolarmente sulla fermata del bus (- punti 2). Per fortuna del conducente indisciplinato, nessuna di queste violazioni comporta la sospensione della patente e, così, beneficia del limite massimo nel cumulo dei punti totalizzando 15 punti anziché 26. E ciò anche se è neopatentato.

Quando non si applica il limite massimo di 15 punti
Mentre si conduce un motoveicolo senza casco (- punti 5) con sporgenze laterali oltre il limite consentito (- punti 1) e si commettono, in rapida successione temporale, un passaggio con il rosso al semaforo (- punti 6), una svolta a sinistra irregolare (- punti 3), una mancata precedenza all’incrocio (- punti 5), tenendo una velocità superiore al limite di oltre 40 Km/h (- 10). Per il conducente indisciplinato che commette una violazione grave (come quella relativa al superamento dei limiti massimi di velocità di oltre 40 Km/h) per la quale il codice prevede la sospensione immediata dalla patente di guida, non c’è nessuno sconto. Totalizzerà più di 20 punti e sarà costretto a ripetere gli esami della patente.

Raddoppio del punteggio per neopatentati
L’inesperienza nella guida è punita più gravemente. Infatti, per le patenti rilasciate dal 1º ottobre 2003 (a persone che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore), è prevista la riduzione del punteggio in misura doppia, per ogni singola violazione commessa entro i primi tre anni dal rilascio. A questi conducenti può quindi essere sufficiente una sola grave infrazione (di quelle che comportano la sospensione della patente e la decurtazione di 10 punti) per la perdita totale del punteggio e la conseguente necessità di sottoporsi all’esame di revisione.

IL PROPRIETARIO NON PERDE I PUNTI
Li perde solo chi guida (e solo per veicoli per i quali       occorre la patente)
La perdita di punteggio interessa sempre e soltanto il conducente quando è stato identificato al momento dell’infrazione o successivamente e presuppone che la violazione sia commessa alla guida di un veicolo che richiede la patente. Quindi nessuna perdita di punteggio è prevista per il proprietario del veicolo che non lo conduce, per i passeggeri (neanche quando non indossano le cinture di sicurezza) o per i titolari di patente che si trovano alla guida di veicoli per i quali non occorre la patente di guida (ad esempio biciclette e ciclomotori).

Cosa accade se il conducente non è stato identificato
Quando il conducente non è stato identificato ... ...


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01/05/2006