Giulia Bertagnolio

Come parli ti incastro

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Grazie a sofisticate apparecchiature e ad una nuova metodologia, l’analisi elettronica della voce permette di identificare i criminali

Come parli ti incastro

Prepari i soldi, o salta tutto. E stia tranquillo: niente danni fisici, solo materiali”. Un boss mafioso, pacatamente, snocciola all’esercente di turno ragguagli sull’estorsione in atto. Parla un siciliano stretto, quasi incomprensibile a orecchie non avvezze al dialetto meridionale. Ma chiarissimo a quelle degli operatori del laboratorio di fonica della polizia scientifica: nelle stanze insonorizzate della Sezione indagini elettroniche di Roma quelle quattro frasi sono state riascoltate cento volte. Gli investigatori del suono hanno passato nottate intere a riavvolgere il nastro con la registrazione della telefonata per cercare di estrapolare i parametri di quella voce, per cercare di associarla a un volto, darle un nome. 
“Qui si fa attività d’intelligence – spiega Giampaolo Zambonini, direttore della Sezione, mentre cammina tra i macchinari ultrasofisticati del laboratorio di fonica – Da quando è nato il Servizio (ha preso il via negli anni ’70, l’epoca segnata dai sequestri di mafia) ci occupiamo di intercettazioni, videosorveglianza, controllo di telefoni. Cerchiamo di risalire agli autori di rivendicazioni di attentati e sequestri, di minacce pervenute alle persone. Analizziamo le registrazioni che vengono portate in aula nei processi o che servono da supporto alle indagini preliminari”. Obiettivo? Attribuire la voce esaminata a una persona ben identificata. E magari, di conseguenza, incastrare un criminale.
Sono due le attività principali su cui, in questi uffici, si concentra il lavoro: filtraggio  e identificazione del parlatore. La prima fase della procedura, quella che precede il vero e proprio riconoscimento vocale, è la pulitura del segnale; l’eliminazione dei rumori di fondo che in genere rendono poco nitida una registrazione. “Il cosiddetto filtraggio è un lavoro certosino e molto rischioso – chiarisce Zambonini – se infatti il brusio da eliminare è molto forte, nel tentativo di rendere più nitido il segnale si rischia di cancellare anche la voce, con la conseguenza di perdere infor ...


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01/05/2006