L’onore dei Giochi

Ospitare nel proprio Paese i Giochi olimpici è, da sempre, una aspirazione di tutti. Quest’onore oggi tocca a Torino che accoglierà solennemente le Olimpiadi invernali. Nello spirito di De Coubertin, il confronto aperto e leale nello sport tra tante genti diverse e tuttavia unite dagli stessi ideali di partecipazione e di primato, racchiude il principio della competizione sana e, quello più ampio e alto, della civiltà dei rapporti tra i popoli. Misurarsi nel nome dello sport rappresenta dunque una straordinaria metafora del desiderio, dell’aspirazione permanente di pace, di serenità e di gioia.
Di fronte a tanti nobili scenari, esistono rischi ed eventualità che promanano direttamente dalla complessa e delicata situazione del mondo, in particolare continuano a preoccupare scenari  di guerriglia che si coniugano con le strategie offensive di organizzazioni terroristiche capaci, come dimostrano i fatti di Madrid e di Londra, di immaginare e tentare azioni offensive devastanti.
I Giochi di Torino avranno su di sé gli occhi puntati del mondo, degli sportivi e del grande pubblico planetario. Questa eccezionalità può dunque rappresentare una tentazione per chi cerca, ad ogni costo, una visibilità mediatica senza confini. La Polizia di Stato giunge a questo appuntamento preparata. Una complessa organizzazione per la sicurezza è stata messa in campo per le due settimane di gare, in un vastissimo territorio con particolari condizioni climatiche. Moderne tecnologie, professionalità, personale chiamato ai diversi ruoli, la collaudata cooperazione interforze e la collaborazione con Interpol ed Europol rappresentano un sistema di controllo e protezione integrato: mobile, agile, flessibile, intelligente.
Con orgoglio Poliziamoderna offre un’analisi ravvicinata della strategia del ministero dell’Interno per vivere giochi sereni.
A proposito: ai ragazzi atleti delle Fiamme Oro, presenti a Torino con una formidabile squadra, i nostri più affettuosi auguri.
01/02/2006